PERGOLA (PU), VIETNAM

Ad un primo impatto potrebbe sembrare il set cinematografico di un  un restairling di “apocalypse  now”  o le foci del Mekong nel 1973.  Invece non è ne il napalm ne il noto defogliante cancerogeno “agent orange” con cui le truppe statunitensi sono note appestare le proprie colonie per stanare i “ribelli” dalle jungle,   ma semplicemente  la “scorciatoia” con cui RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha  deciso di fare manutenzione alle linee ferroviarie irrorando la vegetazione prossima ai binari con defoglianti e diserbanti.  Non è solo l’aspetto che presenta la vegetazione dopo il trattamento (perdita completa di foglie, ingiallimento dell’erba e i rami che appaiono bruciati – vedi foto) a ricordare le risaie vitnamite “trattate” ad “agente orange” ma anche una delle componenti del diserbante-defogliante utilizzato: il “glyphosate”.

RFI (ammesso e non concesso che confermi l’utilizzo) non sarebbe ne la prima ne l’unica amministrazione ad impiegare in maniera massiccia l’uso del GLYPHOSATE  nonostante le proteste e le interpellanze verbali e scritte nei consigli delle regioni Toscana, Sardegna, Val d’Aosta e Sicilia .  Nonostante le proteste ANAS e le amministrazioni provinciali,  per i tratti stradali di propria competenza, continuano pratica del controllo della vegetazione di prossimità delle sede stradali  mediante l’indiscutibilmente economico sistema dell’erogazione di defoglianti.  Nonostante la varietà di nomi commerciali in genere i prodotti utilizzati per queste pratiche di controllo della vegetazione si basano tutti   sul  Glyphosato e nella media sono sotto brevetto da parte della multinazionale statunitense della modifica genetica Monsanto, giornalisticamente nota per aver falsato gli studi sull’impatto ambientale.  Il Glyphosate, inoltre, seppure in basse concentrazioni, ha comprovati effetti nocivi sia sugli animali che sulle persone (le quali lo assumono anch’esse col contatto alimentare).

E’ inoltre provato che l’uso di erbicida non solo rafforza le specie vegetali infestanti ma elimina la biodiversità, il danno arrecato quindi non è solo estetico ed immediato ma anche paesaggistico, economico, e a lunga ripercussione.

 

Premesso questo, chiediamo al Sindaco, quale responsabile di ultima istanza della salute dei cittadini e dell’integrità del territorio, e ai consiglieri comunali, quali organi di proposta e controllo,  di informarsi presso le competenti autorità per conoscere e quindi informare la cittadinanza su:

-nome commerciale del prodotto usato per il diserbo, sue quantità e sua scheda tecnica

-eventuali controlli ambientali effettuati durante l’irrorazione che ne abbiano attestato la quantità e abbiano raccolto dati su dispersione nelle acque di scolo dei fossati e nell’ambiente circostante

 

Volevamo inoltre ricordare che nel distretto industriale fabrianese, di cui il nostro comune ne rappresenta il limite settentrionale, è da poco stata rinnovata la cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria e in deroga) persistendone le cause di grave crisi economica, con il conseguente massiccio impiego dell’istituto della mobilità.  Perché non utilizzare queste opportunità per  abbandonare le pratiche chimiche a favore della ripulitura meccanica, più puntuale e selettiva??

 Squola Spa


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