Set 1 2018

SULL’AGGRESSIONE SQUADRISTA A FRASASSI – 26/8/18

Qui di seguito il comunicato dello SpA Squola e dell’ANPI Valcesano sull’aggressione squadrista ad un redattore della rivista “Malamente” e alla sua famiglia

LA COSA PIU GRAVE, forse

La cosa più La cosa più grave, forse, non sono neanche gli osceni gadget della più buia epoca dell’italia contemporanea, busti, effigi, bandiere e anche manganelli presenti sui banchi di ambulanti in pubblici mercati. La cosa più grave forse è l’abitudine che abbiamo fatto queste orribili presenze come fosse normale che il simbolo dello stupro della democrazia venga iconizzato come un padrepio da pietralcina qualsiasi. Questa indifferenza è forse la cosa politicamente piu inquietante e che ci deve interrogare. Indifferenza simbolo di quel degrado sociale e intellettuale di cui i risultati elettorali ne sono plastica immagine. Lo sdoganamento del fascismo in termini intellettuali (e conseguentemente politici) non è una operazione di oggi, ma avuto una sua organica implementazione fin dalla metà degli anni novanta e probabilmente assume la caratura di immagine iconica la presenza del capo degli squadristi di colle oppio, con un tesserino da “ministro della repubblica”(??!!?) in giacca mimetica, nella cabina di regia dei massacri di Genova 2001. Un processo politico bi-partisan volto allo svuotamento della carta costituzionale “da dentro” eliminandone il fulcro centrale cioè la sua origine “democratica PERCHE antifascista”. La crisi economica, capitolazione finale del capitalismo familistico dal volto umano di stampo democristian-olivettistico, che aveva caratterizzato lo sviluppo economico dopato dalla NATO del dopo guerra, ne risulta elemento esogeno ma non per questo meno fortemente rilevante. Una micidiale mescolanza di fattori sociali, culturali economici e politici stanno portando ad una erosione di fondo delle connessioni sociali che fino ad oggi avevano permesso una lontana parvenza di pacifica convivenza.

Dentro quest’incubo storico in cui, è vero che la storia non si ripete mai uguale, ma assomiglia in maniera inquietante, risulta ordinario che ad un fascista dichiarato come il maceratese Traini venga dato il porto d’armi e che poi questo vado in giro indisturbato a sparare  agli esseri umani con l’unica discriminante del colore della pelle (e poi magari che un ministro si immagini di vietare la manifestazione) , che i “fascisti del III millennio” aprano sedi e facciano campagne elettorali, mentre  templi della democrazia come la “casa delle donne” i centri sociali e altri polmoni democratici,  vengano sgomberati con violenza e ferocia, che si venga accoltellati solo perché non si è dell’orientamento sessuale dominante, o bruciati perché si è poveri o rom. Le produzioni amministrative di provvedimenti esplicitamente razzisti, sessisti, indirizzati contro il degrado (cioè il povero “visibile” completano il quadro, insieme ai manganelli, ai busti e le tazze con le effigi del boia nazionale del ventesimo secolo nelle bancarelle di un mercato.

La cosa piu GRAVE forse

Non sono tanto queste azioni squadristiche che si moltiplicano con frequenza preoccupante ma che tutto ciò avvenga senza l’anestetizzata e asfittica società civile ne venga minimamente scossa. Indifferenza generalizzata e appiattente.

Dentro questo degradato quadro il nostro rispetto massimo va a tutte e tutti quegli esseri umani , come la famiglia che domenica scorsa a Genga, è riuscita a spezzare questa criminale connivenza sociale con l’idea stessa si dittatura, e come avrebbe scritto Calamandrei “per DIGNITA’ e non per odio” ha chiesto con forza e determinazione la rimozione della pancottiglia fascista dai banchi del mercato. Azione legittima, educativamente sensata, politicamente opportuna eticamente inoppugnabile. La sproporzionata reazione fatta di manganelli inseguimento ad auto con dentro molti bambini, i calci e i danneggiamenti sono solo l’isterica reazione in scala del piccolo borghese lontano parente di chi metteva le bombe nelle piazze e nei vagoni.

A questa famiglia e tutte quelle donne e quegli uomini capaci ancora di indignarsi, va tutto il nostro appoggio più incondizionato e militante.

ODIO GLI INDIFFERENTI (Antonio Gramsci)

“Chi si fa i c-azzi suoi fa parte del Problema” (99 posse)

Spa Squola – pianeta terra

SUI FATTI DI FRASASSI

Partendo dalla protesta sacrosanta dei due turisti, dalle lamentele e dall’indignazione espressa anche via social da altre persone, per l’esposizione di materiale fascista inneggiante al dittatore Mussolini, ci chiediamo come sia possibile che tale materiale propagandistico possa ancora circolare impunemente nelle bancarelle e nei banchetti di fiere e mercati vari.
E a nulla può valere la giustificazione del fatto che nelle stesse bancarelle siano in vendita gadgets del Che Guevara.
Fino a prova contraria in Italia non esiste l’apologia di socialismo e comunismo, mentre esiste quella di fascismo che andrebbe sanzionata da chi di dovere.

ANPI Valcesano

 

 


Mag 15 2018

25/4 Azione “Zappatista” dell’ (L’)ORDA ANOMALA

letame ai mafiosi

Anche quest’anno è stata “irritualità” della non-ricorrenza la cifra politica che ha caratterizzato la giornata di mobilitazione del collettivo animatore dello SpazioPubblicoAutogestito Squola di Via Vittorio Arrigoni 1 a Pergola, nel giorno che celebra la Liberazione dal nazi-fascismo. I militanti hanno deciso di sanzionare il cantiere (infinito, nella migliore tradizione italica) che dovrebbe ospitare un fantomatico impianto per la produzione di “ortaggi idroponici”, mostro industriale che nella fervida fantasia criminale dei progettisti, dovrebbe essere alimentato con l’energia elettrica prodotta da un “digestore” di rifiuti organici.  In buona sostanza è l’ennesimo tentativo di estorcere denaro pubblico proveniente dagli “incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili” .  Un grande immondezzaio destinato alla produzione di energia elettrica, in un area incontaminata posta tra i comuni di Pergola e Cagli (loc. Serraspinosa) con la “copertura formale”  di una serra in cui i broccoli vengono coltivati nell’acqua. Le dimensioni della struttura e le notizie che circolano tra gli agricoltori riportano che, “l’immondezzaio elettrico”, verrebbe alimentato con coltivazioni apposite da realizzare nell’area e che, non essendo adibite ad uso umano e animale, sarebbero esonerate dagli obblighi nazionali e comunitari sugli standard qualitativi.. In sostanza OGM.

Il mandante di tale scempio ambientale, per quanto mascherato nel classico gioco di “scatole cinesi societarie” è ben conosciuto: sono quei occulti poteri che si celavano dietro “le fattorie del Vento” società fittizia, intenzionata a trasformare i “Piani Rotondi”, tra le frazioni pergolesi di Monterolo e Montevecchio, in parco eolico dove avrebbero dovuto pascolare oltre 10 mulini a vento alti 140 metri, scempio a targa PD, scampato solo a seguito di una dura e vittoriosa lotta popolare.  Sempre della stessa origine politica il combinato disposto giuridico amministrativo che, scippando all’autodeterminazione dei territori il proprio modello di sviluppo, permette la realizzazione: il famigerato “Sblocca Italia” che annientando decenni  di legislazioni a tutela dell’ambiente, danno il via libera agli speculatori delle “grandi e piccole opere”.

Come in un filo rosso di memoria che ci unisse ai guerriglieri che liberarono l’Italia nel 1945, la mattina del 25 aprile siamo voluti entrare da Liberi in Azione: 3 quintali di biologicissimo letame sono stati scaricati  davanti ai cancelli della struttura e in quel fertile humus i militanti hanno piantato dei tradizionali ortaggi come zucchine pomodori cetrioli.  Un gesto simbolico di ostilità contro gli speculatori dell’ambiente e gli scippatori di democrazia, ma deve essere considerato solo un inizio. Come i nostri nonni cacciarono fascisti e nazisti, siamo pronti a lottare contro gli speculatori criminali e i loro padrini politici. L(‘)ORDA ANOMALA è PARTITA: siamo  pronti a riprenderci il FUTURO.

Dagli incentivi economici non nasce niente..dal letame nascono i fiori

SpazioPubblicoAutogestito Squola

Pianeta Terra


Apr 19 2018

Le resistenze del presente. La compagna kurda Ozlem a Squola!!


Mar 23 2018

DEFEND AFRIN – Cena Kurda + Falò del Newrotz 25/3/18


Mar 22 2018

Convegno “Pesticidi e Salute” Pergola 23/3/2018


Feb 21 2018

Nesssuno è Straniero – dibattito+cena popolare (con il migrante)+ spettacolo tetatrale di beppe casales


Feb 12 2018

Macerata 10/2/18 Le ragioni del nostro dissenso – ANPI Valcesano

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DISOBBEDIAMO E DISSENTIAMO!!!
Disobbediamo e dissentiamo dalle posizioni della segreteria nazionale ANPI in merito alla manifestazione organizzata dalle realtà antifasciste e antirazziste di tutta Italia a Macerata indetta per SABATO 10 FEBBRAIO.
In seguito all’appello del sindaco di Macerata che ha invitato ad annullare tutte le manifestazioni “per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale” e che ha indotto la segretaria nazionale ANPI a ritirare la propria partecipazione, riteniamo di dover essere comunque presenti insieme a tutte le altre forze antifasciste e democratiche.
La miglior risposta sicuramente non è il silenzio.
L’antifascismo non può essere relegato solo ai libri di storia, alle manifestazioni istituzionali ingessate dietro le corone di alloro o discusso nei social, ma pratica quotidiana e militante.
In accordo a tantissime altre sezioni ANPI e come antifascisti ci sentiamo fortemente offesi dalla richiesta del sindaco e dal dietro-front dell’ANPI nazionale.
Invitiamo tutti gli iscritti e simpatizzanti ad essere presenti alla manifestazione di sabato 10 a Macerata.

SEZIONE ANPI VALCESANO
Noi ci saremo!
MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA SABATO 10 FEBBRAIO.
Appuntamento ore 12.30
presso piazza Brodolini (Piscina Caprini Minucci) di Pergola.

ESSERE PARTIGIANI SIGNIFICA NON RIMANERE INDIFFERENTI

 


Feb 8 2018

Sabato tutt* a Macerata: contro il razzismo, contro i divieti del ministero dell’Interno. Per l’antifascismo, per la democrazia.

“Ringrazio Anpi, Cgil, Libera, Arci e le altre associazioni per avere rinviato la manifestazione del 10 febbraio raccogliendo l’appello del sindaco di Macerata. Hanno fatto un atto di amore verso la comunità. Mi auguro che anche le altre organizzazioni che hanno fatto richiesta di svolgimento manifestazioni accolgano la richiesta del sindaco. Se risponderanno positivamente sarà dimostrazione di responsabilità da parte loro, se così non fosse ci penserà il ministero dell’Interno a impedire che si faccia la manifestazione“. (Marco Minniti).

Queste sono le incredibili e gravissime parole del Ministro dell’Interno. E’ opportuno brevemente riepilogare gli accadimenti delle ultimi folli ore.

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Dic 20 2017

Di Pietra e di Ferro – Presentazione del libro con l’autore


Dic 19 2017

SI al Parco NO al Luna Parco


Nov 16 2017

1917-1977-2017 – INSURREZIONE!Dibattito+cena + GANG in concerto 25 11 17

INSURREZIONE
1917 – 1977 – 2017

70 volte ‘77

A cento anni dai “dieci giorni che sconvolsero il mondo” e 40 dal più alto momento insurrezionale dell’italia post fascista riprendiamo i fili della memoria perché diventi cosa viva e ne discutiamo con i protagonisti dei movimenti rivoluzionari dell’epoca e di oggi.

Ore 18.30 – presentazione del libro “Giorni che valgono anni” di Vincenzo Millucci, seguirà dibattito con esponenti dell’Autonomia romana degli anni ’70

Ore 20.30 – Cena Popolare – Pizzoccheri valtellinesi alla P38

Ore 22.30 – GANG IN CONCERTO


Nov 4 2017

IV Novembre – Festa del Disertore

IV Novembre – Festa del Disertore

Dalle ceneri dell’Europa straziata dalla crisi dove movimenti xenofobi razzisti e fascisti risorgono e fanno riemergere muri fluidi per i capitali impermeabili agli esseri umani, noi vogliamo costruire ponti. Ponti di Memoria. Una memoria viva, palpabile materiale e concreta.  Ricordiamo il passato, non quello dei “vincitori” ma quello dei “vinti”. Ad essere sconfitto, nel 1918, non fu qualche impero in decadenza ad opera di nuovi modelli di stati neoliberali e borghesi, ma fu la dignità e la civiltà.  Ricordiamo i milioni di proletari, contadini, operai minatori, strappati dalle loro case, rapiti dallo stato per essere fatti massacrare incatenati in trincee. Ricordiamo gli sconfitti di ogni nazione e razza morti per qualche metro quadro di pietraia del Carso, di bosco polacco o di palude francese. I morti per la mitraglia, i cannoni, i gas ma anche i milioni morti di stenti fame e malattia lontani dai fronti.

Ma il ricordo che più ci preme e più ci è caro è per i migliaia che dissero NO.  Ai disertori e ai fucilati dai carabinieri di generale cadorna.  A chi oppose un gesto un gesto individuale o collettivo di dignità opponendosi alla grande macchina del massacro mondiale. Granelli di sabbia nel grande meccanismo della guerra. A chi non riusciva a vedere un “nemico” nell’altro contadino, operaio o generico essere umano nascosto e affamato nella trincea difronte.  A chi si è rifiutato, a detto no, si è opposto, va il nostro pensiero.

Nella guerra permanente ed effettiva imposta dal nuovo ordine neoliberista come modello di sviluppo , ai sui nemici e nuovi amici, ai suoi confini rinascenti, ai vecchi e nuovi campi di concentramento diremo sempre no e ci opporremo. Con ogni mezzo necessario

NON SAREMO MAI COME VOLETE VOI

Spazio Pubblico Autogestito Squola – Pianeta Terra

 


Nov 3 2017

Festa del Disertore – Squola 4 novembre 2017 – Polentata Popolare e DJ Set

festa del disertore


Ott 1 2017

Con tutto l’amore che c’è..Ciao Olol

E? morto Olol Jackson, uno dei compagni ospiti delle nostre iniziative e militante  piu attivo e appassionato che abbiamo mai conosciuto. Tutto il collettivo si stringe intorno ad Eliana e alla sua famiglia e a sui compagni.

Muore un Partigiano – ne nascono altri 100!

Le compagne e i compagni di Squola

Il mondo è sempre più solo quando muore un combattente. E tu, Olol, combattente lo sei sempre stato, nei centri sociali, nelle lotte per la difesa del territorio, in quelle a fianco dei lavoratori. Stanotte si è spezzato un cuore, di quelli tra i più generosi che abbiamo visto, di quelli più appassionati. Quell’infinito amore che hai sempre avuto per l’uguaglianza e per la libertà non si spegne; non si spegnerà mai.

È stato un onore averti al nostro fianco: per noi, tuoi fratelli e sorelle di sempre, per tutto il movimento, che ti ha dato e preso tutti gli anni della tua vita. Una vita breve, troppo breve. Che ci insegna che il mondo si cambia con la voglia di lottare, con quei desideri che abbiamo sempre condiviso e voluto realizzare insieme. No, il dolore non può passare in secondo piano. Ma il dolore è anche la speranza di continuare a guardare il presente ed il futuro anche con i tuoi occhi.

Ciao Olol, con tutto l’amore che c’è.

I compagni e le compagne dei Centri sociali del Nord Est e di Adl Cobas


Set 5 2017

4° Raduno Escursionistico per il Parco del Catria, Nerone e Alpe della Luna

Strombo-trek (circa 40 minuti di cammino in piano). Partenza da Squola ore 10

 

domenica 17 settembre  MONTE PETRANO

Quarto ed attesissimo momento di partecipazione popolare per dire ancora “Vogliamo il Parco“. Ci incontriamo su una delle cime di questa grande area protetta del futuro, per dare forza al progetto e una spinta forse decisiva a chi si impegna per la costituzione del Parco, che nei prossimi mesi dovrà confrontarsi con tutti gli interlocutori politici e della società civile. C’è bisogno di tutti perché questa è una battaglia di tutti! Se non ci sarai… mancherà uno dei protagonisti.

Durata: 6 ore. Dislivello: 900 m. Difficoltà: media.

Ritrovi: ore 8,30 parcheggio Cimitero Centrale di Fano; ore 9,30 Bar Pasticceria “Il Torrione” – Cagli.

Offerta libera.

Info, prenotazioni e guida: Giuseppe Panaroni  328 2832319


Lug 14 2017

Mostra Fotografica : il Pane di Kobane

Di Maria Novella De Luca – a squola dal 15 luglio a fine mese

 

Storia del forno che resiste
Un leggero battito di vita vibra tra le grigie macerie della città divenuta il simbolo della
resistenza contro l’Isis, Kobanê.
Dal 15 settembre 2014 Kobanê ha subito attacchi brutali da parte delle forze ISIS, con
artiglieria pesante e carri armati. La città ha combattuto, resistito e finalmente, lo scorso
gennaio, è stata liberata dalle Unità di Difesa del Popolo (YPG) e Unità di Difesa delle
Donne (YPJ) in nome di una rivoluzione e di una democrazia radicale che nei cantoni di
Kobane, Efrin e Cisre si sta sperimentando.
I curdi che vivono nelle campagne intorno a
Kobanê sono stati obbligati a lasciare le loro case, e negli oltre 370 villaggi che
punteggiano la regione, la popolazione curda è stata vittima di pulizia etnica.
Non è finita, la guerra è ancora dentro casa ma lentamente, molto lentamente, si iniziano
a scorgere i segni di un ritorno alla vita, di una imminente rinascita. Gli abitanti, quasi tutti
rifugiati in Turchia, stanno iniziando a rientrare. Piccole attività commerciali tornano a
popolare i marciapiedi e l’unico forno della città, rimasto aperto durante i sette lunghi mesi
di assedio, continua a lavorare a pieno ritmo per garantire il pane alla città.
Costruito nel 1980 dal regime di Assad, il forno lavora tutti i giorni tranne il venerdì per
fornire pane gratis ai cittadini di Kobanê e ai 365 villaggi del circondario. Attualmente ci
lavorano circa una cinquantina di persone.


Lug 14 2017

TAP se lo conosci lo eviti

TAP: se lo conosci lo eviti!

Ormai tutti sanno in Italia del “famoso” gasdotto TAP il cui approdo è previsto a San Foca, marina di Melendugno, in una delle coste più belle del Salento.

Un mega gasdotto da 45 miliardi di dollari! che porterà (almeno nelle intenzioni) il gas dall’ Azerbaijan fino all’ hub europeo del gas in Austria passando per Georgia (SCP), Turchia (TANAP) e Grecia, Albania e Italia (TAP).

Un’ opera di dimensioni gigantesche e dai costi elevatissimi.

TAP propone di portare in Italia e quindi in Europa 10 miliardi di metri cubi di gas (espandibili a 20)  all’ anno e per i prossimi 25 anni nel momento storico in cui i consumi di gas in Europa sono in costante diminuizione.

Ma in ogni caso, per effetto di accordi internazionali, neanche un solo metro cubo di questo gas rimarrà in Italia.

Fermo restando la palese inopportunità dell’ approvvigionamento del gas dall’ Azerbaijan, Paese inserito ai primissimi posti della black list di Amnesty International, rimane ancora più inopportuno il fatto che TAP è allacciato al TANAP che per quasi 2000 kilometri taglia da est ad ovest la Turchia dove la situazione politica è altamente instabile a rischio finanche di guerra civile.

Ciò detto, questo gasdotto per unirsi all’ hub europeo del gas che si trova in Austria dovrà passare da qualche parte e infatti, il raddoppio del gasdotto che da Mesagne (BR) va verso Minerbio (BO) che sarà affidato a SNAM,  qualche benpensante ha deciso di farlo passare per la dorsale appenninica orientale ovvero attraverso la Rete Adriatica di cui sicuramente tanti di voi saranno a conoscenza.

Il benpensante ha pensato bene appunto, di far passare il gasdotto di queste enormi dimensioni nelle zone altamente sismiche prevedendo addirittura di installare una stazione di spinta niente po’ po’ di meno che a Sulmona.

Insomma è l’ ennesima Grande Opera Dannosa Inutile Imposta nel nostro Paese a cui ci dobbiamo opporre perchè oltre ad essere palesemente inutile arrecherà gravi danni alla salute, all’ ambiente, all’economia.

Quello che è accaduto nelle ultime settimane al presidio permanente contro il cantiere TAP (mai definito cantiere in quanto tale) a San Foca è balzato sicuramente alle cronache nazionali, ormai le notizie sono di dominio pubblico.

La militarizzazione di un territorio per consentire a TAP di espiantare e trasferire 211 alberi di ulivo dal cantiere la dice assai lunga sugli interessi del capitale che ci girano intorno all’ “affare TAP”.

Gli attivisti salentini del  Movimento NO TAP non demordono, anzi si rafforzano a seguito dell’ arroganza ostentata da TAP e dallo Stato Italiano.

Ed è per questo che gli attivisti salentini si uniscono alle lotte contro il gasdotto SNAM Rete Adriatica perchè non c’è TAP senza SNAM e non c’è SNAM senza TAP.

Le due lotte sono un’unica lotta contro questo mostro che parte da Melendugno e arriva a Minerbio, immaginando che tutto l’intero gasdotto sia una lunga catena composta da tantissimi anelli; basta che uno solo di questi anelli venga meno e tutto l’intero progetto del gasdotto si mette seriamente in discussione.

Per questo faremo la nostra parte per costruire ogni forma di resistenza lungo gli 870 km che separano Melendugno da Minerbio.

Impediamo la costruzione del gasdotto!

Insieme ce la faremo!

Di questo e di altro ancora ne parleremo sabato sera con Cosimo Quaranta (Cobas e attivista del Movimento NO TAP) e con…

 

 


Lug 13 2017

[Sabato 15 Luglio 2017] da KOBANE al SALENTO


Lug 10 2017

LAURA IN MEZZO ALLA STRADA – SFRATTO A SASSOFERRATO

La casa è un diritto, lo sfratto è un delitto

Consultando qualunque organo di informazione è possibile reperire comunicati sulla “fine della crisi economica” e a vedere i benefit milionari autoassegnatesi da banchieri e magnati della finanza, sembrerebbe che proprio non ci sia mai stata.

Ma se proviamo a scendere nel dettaglio ci accorgiamo come la crisi morda la vita di migliaia di persone e soffochi qualsiasi ipotesi di sviluppo e miglioramento.  Tanto più nei nostri territori destinati da una politica miope ed interessata  alla monocoltura industriale del bianco.  Se la globalizzazione aveva posto severi limiti alle possibilità di sviluppo di una porzione di un territorio sociologicamente più vicina al sud est cinese che all’occidente fin dalla fine degli anni 90, la crisi finanziaria ne è stata il colpo di grazia.

Non c’e bisogno di master in sociologia alla Bocconi per interpretare gli incrementi a due cifre dei pignoramenti, delle sofferenze e degli incagli dei prestiti bancari, i distacchi di utenze essenziali a cominciare da quelli dell’energia e al “diritto all’acqua” universale, il sorgere violento del fenomeno della morosità dei fitti e dei conseguente sfatti.  Gente per la strada, famiglie che dormono in auto, beni pignorati.

E’ la crisi che genera la lotta ed è per questo anche qui ,nelle decadenti periferie dell’ex impero merloniano, nascono movimenti  che mettono il sociale al centro.  Nascono con una rapidità e radicalità proporzionata solo alla violenza del massacro sociale in corso.  Nascono per dare risposte dirette ed immediate.  Nascono non per porre accademicamente alle elitè  problematiche sociali sperando nella loro caritatevole intercessione: nascono per dare risposte. Al diritto alla casa, al reddito, ad un modello che di sviluppo che salvaguardi la qualità della vita. Nascono nel sociale e fuori dalla finta politica del palazzo, non accettano ne mediazioni ne deleghe.  E danno risposte autorganizzate.

In ogni luogo. E se qualcuno pensava che i movimenti per la casa potessero nascere e prosperare solo nelle banlieu romane pensava sbagliato.  Dove c’è una crisi deve nascere un conflitto.  A Sassoferrato, a Fabriano,  Pergola è già successo, potrebbe succede ovunque.

Richiamiamo l’attenzione dell’amministrazione comunale di Sassoferrato e dei media sul caso di Laura Gatti messa alle porte per ”sfratto”  di un edifico (poco più di una baracca) di proprietà comunale nella frazione sentinate di Coccore. Laura non è più una ragazza, ha avuto un passato difficile e la sua condizione di disoccupata non le consente di far fronte alle pigioni richieste dal Comune. E’ un palese caso di “morosità incolpevole”.

Chiediamo la SOSPENSIONE IMMEDIATA DELL’ESECUTIVITA’ DELLO SFRATTO  deciso con la delibera di giunta del 27/6/17

La RIPRESA IMMEDIATA dei colloqui con l’amministrazione che porti all’assegnazione della abitazione, la revisione del canone di affitto parametrandolo al reale reddito della signora e un accordo perché l’arretrato venga sanato mediante lavori di ristrutturazione straordinaria che la signora si impegna ad eseguire nella struttura.

Ad ogni violenza sociale (e lo sfratto, tanto più pubblico su una disoccupata lo è) risponderemo con il conflitto.

RETE per il DIRITTO ALL’ABITARE Centro Sociale Squola Spa – Pergola ANPI Sassoferrato


Giu 7 2017

la sfrezzata – gara di fionda + porchetta party + dj set 10 06 2017