Nov 16 2017

1917-1977-2017 – INSURREZIONE!Dibattito+cena + GANG in concerto 25 11 17

INSURREZIONE
1917 – 1977 – 2017

70 volte ‘77

A cento anni dai “dieci giorni che sconvolsero il mondo” e 40 dal più alto momento insurrezionale dell’italia post fascista riprendiamo i fili della memoria perché diventi cosa viva e ne discutiamo con i protagonisti dei movimenti rivoluzionari dell’epoca e di oggi.

Ore 18.30 – presentazione del libro “Giorni che valgono anni” di Vincenzo Millucci, seguirà dibattito con esponenti dell’Autonomia romana degli anni ’70

Ore 20.30 – Cena Popolare – Pizzoccheri valtellinesi alla P38

Ore 22.30 – GANG IN CONCERTO


Nov 4 2017

IV Novembre – Festa del Disertore

IV Novembre – Festa del Disertore

Dalle ceneri dell’Europa straziata dalla crisi dove movimenti xenofobi razzisti e fascisti risorgono e fanno riemergere muri fluidi per i capitali impermeabili agli esseri umani, noi vogliamo costruire ponti. Ponti di Memoria. Una memoria viva, palpabile materiale e concreta.  Ricordiamo il passato, non quello dei “vincitori” ma quello dei “vinti”. Ad essere sconfitto, nel 1918, non fu qualche impero in decadenza ad opera di nuovi modelli di stati neoliberali e borghesi, ma fu la dignità e la civiltà.  Ricordiamo i milioni di proletari, contadini, operai minatori, strappati dalle loro case, rapiti dallo stato per essere fatti massacrare incatenati in trincee. Ricordiamo gli sconfitti di ogni nazione e razza morti per qualche metro quadro di pietraia del Carso, di bosco polacco o di palude francese. I morti per la mitraglia, i cannoni, i gas ma anche i milioni morti di stenti fame e malattia lontani dai fronti.

Ma il ricordo che più ci preme e più ci è caro è per i migliaia che dissero NO.  Ai disertori e ai fucilati dai carabinieri di generale cadorna.  A chi oppose un gesto un gesto individuale o collettivo di dignità opponendosi alla grande macchina del massacro mondiale. Granelli di sabbia nel grande meccanismo della guerra. A chi non riusciva a vedere un “nemico” nell’altro contadino, operaio o generico essere umano nascosto e affamato nella trincea difronte.  A chi si è rifiutato, a detto no, si è opposto, va il nostro pensiero.

Nella guerra permanente ed effettiva imposta dal nuovo ordine neoliberista come modello di sviluppo , ai sui nemici e nuovi amici, ai suoi confini rinascenti, ai vecchi e nuovi campi di concentramento diremo sempre no e ci opporremo. Con ogni mezzo necessario

NON SAREMO MAI COME VOLETE VOI

Spazio Pubblico Autogestito Squola – Pianeta Terra

 


Nov 3 2017

Festa del Disertore – Squola 4 novembre 2017 – Polentata Popolare e DJ Set

festa del disertore


Ott 1 2017

Con tutto l’amore che c’è..Ciao Olol

E? morto Olol Jackson, uno dei compagni ospiti delle nostre iniziative e militante  piu attivo e appassionato che abbiamo mai conosciuto. Tutto il collettivo si stringe intorno ad Eliana e alla sua famiglia e a sui compagni.

Muore un Partigiano – ne nascono altri 100!

Le compagne e i compagni di Squola

Il mondo è sempre più solo quando muore un combattente. E tu, Olol, combattente lo sei sempre stato, nei centri sociali, nelle lotte per la difesa del territorio, in quelle a fianco dei lavoratori. Stanotte si è spezzato un cuore, di quelli tra i più generosi che abbiamo visto, di quelli più appassionati. Quell’infinito amore che hai sempre avuto per l’uguaglianza e per la libertà non si spegne; non si spegnerà mai.

È stato un onore averti al nostro fianco: per noi, tuoi fratelli e sorelle di sempre, per tutto il movimento, che ti ha dato e preso tutti gli anni della tua vita. Una vita breve, troppo breve. Che ci insegna che il mondo si cambia con la voglia di lottare, con quei desideri che abbiamo sempre condiviso e voluto realizzare insieme. No, il dolore non può passare in secondo piano. Ma il dolore è anche la speranza di continuare a guardare il presente ed il futuro anche con i tuoi occhi.

Ciao Olol, con tutto l’amore che c’è.

I compagni e le compagne dei Centri sociali del Nord Est e di Adl Cobas


Set 5 2017

4° Raduno Escursionistico per il Parco del Catria, Nerone e Alpe della Luna

Strombo-trek (circa 40 minuti di cammino in piano). Partenza da Squola ore 10

 

domenica 17 settembre  MONTE PETRANO

Quarto ed attesissimo momento di partecipazione popolare per dire ancora “Vogliamo il Parco“. Ci incontriamo su una delle cime di questa grande area protetta del futuro, per dare forza al progetto e una spinta forse decisiva a chi si impegna per la costituzione del Parco, che nei prossimi mesi dovrà confrontarsi con tutti gli interlocutori politici e della società civile. C’è bisogno di tutti perché questa è una battaglia di tutti! Se non ci sarai… mancherà uno dei protagonisti.

Durata: 6 ore. Dislivello: 900 m. Difficoltà: media.

Ritrovi: ore 8,30 parcheggio Cimitero Centrale di Fano; ore 9,30 Bar Pasticceria “Il Torrione” – Cagli.

Offerta libera.

Info, prenotazioni e guida: Giuseppe Panaroni  328 2832319


Lug 14 2017

Mostra Fotografica : il Pane di Kobane

Di Maria Novella De Luca – a squola dal 15 luglio a fine mese

 

Storia del forno che resiste
Un leggero battito di vita vibra tra le grigie macerie della città divenuta il simbolo della
resistenza contro l’Isis, Kobanê.
Dal 15 settembre 2014 Kobanê ha subito attacchi brutali da parte delle forze ISIS, con
artiglieria pesante e carri armati. La città ha combattuto, resistito e finalmente, lo scorso
gennaio, è stata liberata dalle Unità di Difesa del Popolo (YPG) e Unità di Difesa delle
Donne (YPJ) in nome di una rivoluzione e di una democrazia radicale che nei cantoni di
Kobane, Efrin e Cisre si sta sperimentando.
I curdi che vivono nelle campagne intorno a
Kobanê sono stati obbligati a lasciare le loro case, e negli oltre 370 villaggi che
punteggiano la regione, la popolazione curda è stata vittima di pulizia etnica.
Non è finita, la guerra è ancora dentro casa ma lentamente, molto lentamente, si iniziano
a scorgere i segni di un ritorno alla vita, di una imminente rinascita. Gli abitanti, quasi tutti
rifugiati in Turchia, stanno iniziando a rientrare. Piccole attività commerciali tornano a
popolare i marciapiedi e l’unico forno della città, rimasto aperto durante i sette lunghi mesi
di assedio, continua a lavorare a pieno ritmo per garantire il pane alla città.
Costruito nel 1980 dal regime di Assad, il forno lavora tutti i giorni tranne il venerdì per
fornire pane gratis ai cittadini di Kobanê e ai 365 villaggi del circondario. Attualmente ci
lavorano circa una cinquantina di persone.


Lug 14 2017

TAP se lo conosci lo eviti

TAP: se lo conosci lo eviti!

Ormai tutti sanno in Italia del “famoso” gasdotto TAP il cui approdo è previsto a San Foca, marina di Melendugno, in una delle coste più belle del Salento.

Un mega gasdotto da 45 miliardi di dollari! che porterà (almeno nelle intenzioni) il gas dall’ Azerbaijan fino all’ hub europeo del gas in Austria passando per Georgia (SCP), Turchia (TANAP) e Grecia, Albania e Italia (TAP).

Un’ opera di dimensioni gigantesche e dai costi elevatissimi.

TAP propone di portare in Italia e quindi in Europa 10 miliardi di metri cubi di gas (espandibili a 20)  all’ anno e per i prossimi 25 anni nel momento storico in cui i consumi di gas in Europa sono in costante diminuizione.

Ma in ogni caso, per effetto di accordi internazionali, neanche un solo metro cubo di questo gas rimarrà in Italia.

Fermo restando la palese inopportunità dell’ approvvigionamento del gas dall’ Azerbaijan, Paese inserito ai primissimi posti della black list di Amnesty International, rimane ancora più inopportuno il fatto che TAP è allacciato al TANAP che per quasi 2000 kilometri taglia da est ad ovest la Turchia dove la situazione politica è altamente instabile a rischio finanche di guerra civile.

Ciò detto, questo gasdotto per unirsi all’ hub europeo del gas che si trova in Austria dovrà passare da qualche parte e infatti, il raddoppio del gasdotto che da Mesagne (BR) va verso Minerbio (BO) che sarà affidato a SNAM,  qualche benpensante ha deciso di farlo passare per la dorsale appenninica orientale ovvero attraverso la Rete Adriatica di cui sicuramente tanti di voi saranno a conoscenza.

Il benpensante ha pensato bene appunto, di far passare il gasdotto di queste enormi dimensioni nelle zone altamente sismiche prevedendo addirittura di installare una stazione di spinta niente po’ po’ di meno che a Sulmona.

Insomma è l’ ennesima Grande Opera Dannosa Inutile Imposta nel nostro Paese a cui ci dobbiamo opporre perchè oltre ad essere palesemente inutile arrecherà gravi danni alla salute, all’ ambiente, all’economia.

Quello che è accaduto nelle ultime settimane al presidio permanente contro il cantiere TAP (mai definito cantiere in quanto tale) a San Foca è balzato sicuramente alle cronache nazionali, ormai le notizie sono di dominio pubblico.

La militarizzazione di un territorio per consentire a TAP di espiantare e trasferire 211 alberi di ulivo dal cantiere la dice assai lunga sugli interessi del capitale che ci girano intorno all’ “affare TAP”.

Gli attivisti salentini del  Movimento NO TAP non demordono, anzi si rafforzano a seguito dell’ arroganza ostentata da TAP e dallo Stato Italiano.

Ed è per questo che gli attivisti salentini si uniscono alle lotte contro il gasdotto SNAM Rete Adriatica perchè non c’è TAP senza SNAM e non c’è SNAM senza TAP.

Le due lotte sono un’unica lotta contro questo mostro che parte da Melendugno e arriva a Minerbio, immaginando che tutto l’intero gasdotto sia una lunga catena composta da tantissimi anelli; basta che uno solo di questi anelli venga meno e tutto l’intero progetto del gasdotto si mette seriamente in discussione.

Per questo faremo la nostra parte per costruire ogni forma di resistenza lungo gli 870 km che separano Melendugno da Minerbio.

Impediamo la costruzione del gasdotto!

Insieme ce la faremo!

Di questo e di altro ancora ne parleremo sabato sera con Cosimo Quaranta (Cobas e attivista del Movimento NO TAP) e con…

 

 


Lug 13 2017

[Sabato 15 Luglio 2017] da KOBANE al SALENTO


Lug 10 2017

LAURA IN MEZZO ALLA STRADA – SFRATTO A SASSOFERRATO

La casa è un diritto, lo sfratto è un delitto

Consultando qualunque organo di informazione è possibile reperire comunicati sulla “fine della crisi economica” e a vedere i benefit milionari autoassegnatesi da banchieri e magnati della finanza, sembrerebbe che proprio non ci sia mai stata.

Ma se proviamo a scendere nel dettaglio ci accorgiamo come la crisi morda la vita di migliaia di persone e soffochi qualsiasi ipotesi di sviluppo e miglioramento.  Tanto più nei nostri territori destinati da una politica miope ed interessata  alla monocoltura industriale del bianco.  Se la globalizzazione aveva posto severi limiti alle possibilità di sviluppo di una porzione di un territorio sociologicamente più vicina al sud est cinese che all’occidente fin dalla fine degli anni 90, la crisi finanziaria ne è stata il colpo di grazia.

Non c’e bisogno di master in sociologia alla Bocconi per interpretare gli incrementi a due cifre dei pignoramenti, delle sofferenze e degli incagli dei prestiti bancari, i distacchi di utenze essenziali a cominciare da quelli dell’energia e al “diritto all’acqua” universale, il sorgere violento del fenomeno della morosità dei fitti e dei conseguente sfatti.  Gente per la strada, famiglie che dormono in auto, beni pignorati.

E’ la crisi che genera la lotta ed è per questo anche qui ,nelle decadenti periferie dell’ex impero merloniano, nascono movimenti  che mettono il sociale al centro.  Nascono con una rapidità e radicalità proporzionata solo alla violenza del massacro sociale in corso.  Nascono per dare risposte dirette ed immediate.  Nascono non per porre accademicamente alle elitè  problematiche sociali sperando nella loro caritatevole intercessione: nascono per dare risposte. Al diritto alla casa, al reddito, ad un modello che di sviluppo che salvaguardi la qualità della vita. Nascono nel sociale e fuori dalla finta politica del palazzo, non accettano ne mediazioni ne deleghe.  E danno risposte autorganizzate.

In ogni luogo. E se qualcuno pensava che i movimenti per la casa potessero nascere e prosperare solo nelle banlieu romane pensava sbagliato.  Dove c’è una crisi deve nascere un conflitto.  A Sassoferrato, a Fabriano,  Pergola è già successo, potrebbe succede ovunque.

Richiamiamo l’attenzione dell’amministrazione comunale di Sassoferrato e dei media sul caso di Laura Gatti messa alle porte per ”sfratto”  di un edifico (poco più di una baracca) di proprietà comunale nella frazione sentinate di Coccore. Laura non è più una ragazza, ha avuto un passato difficile e la sua condizione di disoccupata non le consente di far fronte alle pigioni richieste dal Comune. E’ un palese caso di “morosità incolpevole”.

Chiediamo la SOSPENSIONE IMMEDIATA DELL’ESECUTIVITA’ DELLO SFRATTO  deciso con la delibera di giunta del 27/6/17

La RIPRESA IMMEDIATA dei colloqui con l’amministrazione che porti all’assegnazione della abitazione, la revisione del canone di affitto parametrandolo al reale reddito della signora e un accordo perché l’arretrato venga sanato mediante lavori di ristrutturazione straordinaria che la signora si impegna ad eseguire nella struttura.

Ad ogni violenza sociale (e lo sfratto, tanto più pubblico su una disoccupata lo è) risponderemo con il conflitto.

RETE per il DIRITTO ALL’ABITARE Centro Sociale Squola Spa – Pergola ANPI Sassoferrato


Giu 7 2017

la sfrezzata – gara di fionda + porchetta party + dj set 10 06 2017


Mag 17 2017

20 05 2017 Fave, Libri e Pecorino – presentazione libro+cena popolare + concerto


Mag 13 2017

“Nel Cuore del Conflitto” presentazione libro+cena popolare 13/5/17

nel cuore del conflitto


Apr 25 2017

L’unica sicurezza è la Giustizia Sociale

“Non basta mandare gli sbirri con i cani: è la logica stessa del sistema a produrre Criminali”

In un’analisi materialista del momento storico attuale, se la Crisi rappresenta lo strumento più efficace di cui il sistema capitalistico dispone per ristrutturarsi velocemente in maniera drastica, la Paura si configura come il dispositivo di controllo delle reazioni della popolazione al peggioramento delle condizioni di vita conseguente alla Crisi.

E’ la Paura (sociale e diffusa)  che l’apparato neoliberale  utilizza al fine di canalizzare il malessere generalizzato prodotto dal depauperamento. E’ attraverso la Paura che diritti sociali e libertà civili vengono compresse  con  il benestare della popolazione, come nel caso delle riforme del diritto del lavoro e della legislazione che istituisce i Centri per migranti. Ed è sempre la Paura, dalla Strategia della Tensione a Genova 2001 alla repressione di piazza in occasione di manifestazioni nel corso di questi ultimi anni, che inertizza le spinte ad un cambiamento sociale e politico nella direzione di una ridefinizione degli assetti di potere in senso maggiormente egualitario e di una più equa redistribuzione delle risorse.

Il sistema mediatico, attraverso una capillare produzione di notizie allarmistiche, siano esse focalizzate sul supposto aumento della criminalità o legate al fenomeno delle migrazioni, è elemento essenziale del meccanismo.

Se il disorientamento sociale prodotto dall’ impoverimento diffuso diventa rabbia sociale, questa, attraverso il dispositivo della Paura, produce un’invocazione diffusa ad un’involuzione democratica vista come “male necessario” al contenimento dello “stato di natura” criminale e fuori controllo.  Il riverbero locale del conflitto planetario in atto per il controllo delle risorse strategiche, quello che i media chiamano “terrorismo”, completa il quadro dell’insicurezza supposta. Militarizzazione sistematica del territorio, controllo dei media, produzione di meccanismi giuridici emergenziali, vengono sbandierati, dal polifonico coro  della politica, come strumento risolutivo e ultimo della Crisi e intercettazioni, telecamere, asfissianti controlli polizieschi vengono accolti con sollievo come strumenti di protezione, anziché come strumenti di repressione,

Mentre si erode la sfera dei diritti così come l’abbiamo conosciuta, si produce, di risulta, anche

il “business della Paura”: armi, milizie private, telecontrolli, recinzioni e muri. Sempre più cospicue frazioni di ricchezza prodotta vengono dirottate verso il comparto della “sicurezza”: polizie, eserciti ed armi. Un’intera elite politica vive e prospera producendo Paura e cavalcando le ondate populistiche più becere.

Noi, da sempre “radicali”, tesi a disvelare la radice del problema, affermiamo che ciò che è necessario per riconquistare condizioni di vita migliori è sovvertire il meccanismo che produce la Crisi, e non accettare di vivere sotto il controllo orwelliano delle telecamere su un territorio sempre più militarizzato.

In uno stato dove il 9% degli abitanti possiede il 50% delle ricchezze e il 20% versa in uno stato di povertà assoluta la sicurezza non viene garantita dal controllo e dalla repressione, ma dalla redistribuzione delle risorse. In sostanza una Rivoluzione.

Solo la Liberazione dal bisogno può produrre un clima sereno dove paura, recinti e armi siano strumenti superati e la Democrazia possa trovare il suo senso più compiuto e profondo e non si  limiti al vuoto gesto del lancio di una scheda in un’urna durante i “carnevali elettorali”.

Reddito per Tutti – Lavorare meno – produrre il necessario e Ridistribuire Tutto

Buon 25 aprile a tutte e tutti

spazio pubblico autogestito squola spa


Apr 24 2017

E’ la Logica del Sistema che produce Criminali – 25 4 17


Apr 19 2017

Una mattina mi son svegliata..


Apr 7 2017

LOTTO APRILE *8/25 aprile 2017


Dic 15 2016

ASSAGGI FRONTALI sabato 17 dicembre 2016

 

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SABATO 17 DICEMBRE 2016 ASSAGGI FRONTALI

Il FOOD SOUND SISTEM di SQUOLA Pergola è lieto di presentare i prodotti biologici della nostra terra.
La nostra TERRA AMALA&DIFENDILA.
Il centro sociale è uno dei luoghi scelti in cui transitano, si muovono, passano e attraversano tante persone anche molto diverse tra loro ed è stato sempre identificato come luogo di veicolo di informazioni, di autogestione, consapevolezza ed autorganizzazione dove tessere rapporti e creare alternative. Squola intende costruire legami sociali che appartengono ad un altro modello economico in opposizione a quello capitalistico di stampo neoliberista.
Dove parole come CULTURA e COLTURA non possono far a meno di incontrarsi e di abbracciarsi, dove di fronte all’impoverimento delle classi sociali, alla distruzione dei concetti del lavoro e della dignità del lavoratore, alla lacerazione del tessuto sociale, è necessario uscire dalla crisi con un netto cambio di rotta e senza mediazioni, uscirne dal basso.
ASSAGGI FRONTALI intreccia la tela del rapporto sociale e dei legami tra produttore e consumatore, contestualizza l’autogestione e l’autoproduzione come forma economica capace di risollevare aziende, tessuto urbano e sociale, creare nuove forme di intendere il lavoro e la protezione dell’ambiente naturale ed antropico in cui viviamo.

ore 18.00 – Accompagnati e guidati dai produttori stessi avremo modo di conoscere frontalmente il cibo a km 0 e di assaggiarlo: birra, cece, squolatello, succo di mela e miele.
ore 19.30 – Presentazione della campagna IL BIO CHE NON TREMA a sostegno delle aziende BIO colpite dal terremoto a cura dei compagni del csa ARVULTURA di Senigallia
ore 20.00 – CENA SOCIALE a base di prodotti locali, biologici, etici ed autoprodotti
(per prenotazioni chiama zio Giovanni 347 834 5120)
ore 22.30 – conserto FUNKY ACID JAZZ con il gruppo musicale SPACE CAKES

Centro sociale SQUOLA Pergola


Nov 30 2016

3/12 Serata Gastrofonica di Evasione

ali


Nov 24 2016

Diritti a Roma!!! – 27/11/2016

Cannabus Valcesano to Roma 27 11 2017 – No Global Day
Noi ci muoviamo. Perché solo chi si muove fa la storia. Non si accettano scuse. La partenza è alle ore 9 il prezzo della gita sarà proporzionato alle tue possibilità. Tu devi mettere la voglia di partire e partecipare. Perché solo chi scende in strada fa la storia, gli altri chiacchierano.
Il posto per te c’è e se non c’è ce lo inventiamo. Non esiste l’overbooking nei cannabus. Torniamo per le 23
Si parte da San Lorenzo in Campo si va a Pergola e dopo una sosta a Sassoferrato diritti a Roma. La Rivoluzione non ha gambe ne braccia (e tanto meno ruote) ha le tue. E allora dajè

info adesioni 3348595826

Spa Squola

 

roma


Nov 17 2016

Thomas Shankarà

thomas