Da Cavopoli al Mandorleto – Nuova segnaletica stradale

  

In ossequio alla nuova tendenza dominante nelle politiche di sviluppo locale multi livello (regione – provincia – comune), è partita la nuova campagna comunicativa dello Spazio Pubblico Pluri_sgomberato Squola incentrata sul rapporto Sviluppo –Territorio.
La nostra “campagna” vuole stigmatizzare la schizzofrenia che pervade le politiche locali, coniuganti turismo sostenibile, agricoltura biologica, fonti energetiche rinnovabili, investimenti sulla qualità della vita,  alla concessione selvaggia di ampi ambiti di territorio ai speculatori.
Politiche che ora assumono le forme autorizzazioni concesse a dei sponsorizzatissimi cavatori ( depositato in IV commissione,  l’ennesimo emendamento peggiorativo, alla legge regionale sulle escavazioni, una proposta a firma del consigliere regionale Ricci), o le commistioni affari-politica che presiedono l’affaire Quadrilatero, fino alle follie che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: dalle funivie del Catria al delirio “pedemontano”, al vero e proprio saccheggio delle risorse dato dalla cementificazione selvaggia e senza senso del territorio. Il serpentone di cemento lungo la valcesano, in piena fase di spopolamento e de-industrializzazione è paradigmatico.



Questa degradante messa a profitto del territorio, conducente in tempi brevi ad una situazione ambientale di non ritorno per quello che concerne la possibilità di impostare uno sviluppo “sostenibile”, ha una sua compensazione di facciata, data da esigenze di carattere politico-elettorale, che si precipita in un profluvio di dichiarazioni di intenti in stile pseudo ecologici o campagne pubblicitarie incentrate su una supposta “incontaminatezza” dell’ambiente regionale e su alcune caratteristiche paesaggistico naturali oramai esistenti solo nella dimensione bidimensionale della campagna comunicativa del competente assessorato e con cui cerca di abbindolare “clienti” da Mosca a Los Angeles.
Marche: l’Italia in una regione.
Oppure ..una Regione che è tutta Una Cava??
Ed è proprio giocando su questa possibile coesistenza dicotomica, tra devastazione ambientale e turismo “alternativo”, teoria che trova anche a livello di politici locali interessati epigoni (tra i più famosi esempi citati Gubbio – Un gioiello “medioevale” incastonato un cratere di cava ???) Evidenziando le convergenze parallele, che il collettivo (che festeggia in questi giorni i quasi 800 giorni da “sgomberato” e le circa 100 domande di uno spazio sociale al Comune, tutte denegate) ha giocato creando una segnaletica stradale, composta da cartelli e striscioni evidenzianti i contrasti.
Cavopoli in contrasto con i segnali indicanti la scoperta di nuove, meravigliose grotte.
Un altra tappa nella nostra ormai triennale lotta per un modello di sviluppo sostenibile e per l’esproprio delle scelte politiche dalle sedi dei consigli d’amministrazione al loro naturale alveo costituzionale e partecipativo. Scelte che sono costate molto al collettivo, colpito dalla repressione che ha portato alla “sbarra processuale” dieci militanti e ad un atteggiamento di chiusura da parte dell’amministrazione che da tre anni nega la concessione di spazi sociali alle associazioni del nostro network.
Scelte che però pagano politicamente: la svolta dell’amministrazione sul tema e la grande consapevolezza con cui  l’intero territorio sta rispondendo stanno a dimostrarlo.
Non è che l’inizio: sono tappe di una battaglia che prevedono ancora molti altri passaggi sia politici che sociali.


Spazio Pubblico Pluri_sgomberato SQUOLA
www.squola.org

Comunità Resistenti delle Marche
www.glomeda.org 


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