LETTERA APERTA AD ANDREA FIORANI, CHIMICO E VOLONTARIO

Andrea Fiorani, chimico e impegnato nel sociale

Chi scrive è un gruppo di esseri umani di variegata provenienza, anche noi impegnati nel sociale. Del sociale addirittura ne siamo al Centro. Abbiamo letto il tuo intervento con attenzione sulla fanzine di uno degli ologrammi politici (in genere si manifestano in forma bidimensionale) che presenziano la città e ti ringraziamo per aver permesso, con la tua riflessione, di tornare su tematiche a noi care. Le tematiche che trattano del “comune”  e, nello specifico, della gestione di quei beni comuni che sono i tanti spazi inutilizzati che esistono nella  nostra città.  La lotta per ottenere una gestione partecipata  e condivisa degli spazi pubblici è sempre in cima alla nostra  agenda politica e  non è in alcun modo per sitoinfluenzabile dai presunti colori dei clan che si alternano al potere. La tematica dell’uso sociale del pubblico  è sempre stata oggetto della nostra azione politica e comunicativa e, addirittura, abbiamo approfondito l’argomento con uno studio che è stato poi pubblicato con l’ausilio del Centro Servizio per il Volontariato: “Sprechi pubblici – studio sui beni pubblici inutilizzati o sotto utilizzati nel Comune di Pergola”  – 2008. Ne abbiamo parlato e posto il problema con amministratori di vari livelli degli enti locali, politici ma soprattutto con tanta gente. Pensa che ne abbiamo dibattuto per tre anni con amabili giudici e meno amabili Pubblici ministeri perché un miope sindaco ha pensato e denunciato il nostro “fare socialità” come azione criminale.

L’assegnazione di spazi pubblici non utilizzati a chi svolge una seria azione sociale  nel territorio, hai ragione, non può in alcun modo essere subordinata alla simpatia o meno che suscitiamo ad un sindaco o all’affiliazione a qualche cosca politica.  Dimentichi però di dire che quello spazio vi era stato assegnato non da una assemblea o da un concorso, ma con un atto che è molto più vicino all’istituto feudale del “privilegio”.  In sintesi: te l’ha dato un sindaco “amico” e te lo leva uno “nemico”. Storicamente l’edificio delle ex scuole di Pantana , il più ambito tra gli spazi pubblici per le sue caratteristiche  strutturali, è sempre stato dato per grazioso dono del Principe ai suoi sodali, ad associazioni fantasma, al segretario del partito del sindaco e ai simpatizzanti. Non ci interessa assolutamente rivangare il passato, ma arrivare la nodo della faccenda: spezzare questo meccanismo perverso e ribadire una volta per tutte che gli immobili pubblici sono un “bene comune”della società e sono indisponibili alle gestioni dispotico burocratiche  dei vari clan politici e l’unico crimine  che si può commettere è lasciarli marcire o svenderli. .

Il nostro invito e proposta è una assemblea che, partendo dal dato reale del disponibile e delle concrete esigenze sociali, provveda ad un piano di autoassegnazioni  di spazi in un dialogo mai subordinato con le amministrazioni ne frenato da supposti legalitarismi. Non lasciare marcire i “nostri” immobili e impedirne  la svendita, non è solo  eticamente giusto e costituzionalmente legittimo ,ma è un preciso dovere politico.  Queste pratiche del “comune” diventeranno legali nella misura in cui le agiremo insieme e senza remore rendendo questo diritto esigibile per tutti, al di là di carte bollante e domande protocollate  di cui per anni abbiamo abusato.

Attenzione, non parliamo per un nostro interesse. Uno spazio decoroso dove mettere “in pratica il comune” noi l’abbiamo e, anzi, vieni a trovarci ad una nostra iniziativa politica o sociale o anche solo per bere una birra.

Come ci insegnano i nostri complici, guerriglieri zapatisti, “Para  todos todo, nada por nosostros”

PS – dopo tre anni di simpatici processi  un giudice ha stabilito che il quello che il Sindaco Borri credeva essere un crimine  in realtà una  azione politica.

In tempi di antipolitica andremmo premiati..

Spazio Pubblico Autogestito Squola

non fermi il sole se gli spari addosso


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