Mostra Fotografica : il Pane di Kobane

Di Maria Novella De Luca – a squola dal 15 luglio a fine mese

 

Storia del forno che resiste
Un leggero battito di vita vibra tra le grigie macerie della città divenuta il simbolo della
resistenza contro l’Isis, Kobanê.
Dal 15 settembre 2014 Kobanê ha subito attacchi brutali da parte delle forze ISIS, con
artiglieria pesante e carri armati. La città ha combattuto, resistito e finalmente, lo scorso
gennaio, è stata liberata dalle Unità di Difesa del Popolo (YPG) e Unità di Difesa delle
Donne (YPJ) in nome di una rivoluzione e di una democrazia radicale che nei cantoni di
Kobane, Efrin e Cisre si sta sperimentando.
I curdi che vivono nelle campagne intorno a
Kobanê sono stati obbligati a lasciare le loro case, e negli oltre 370 villaggi che
punteggiano la regione, la popolazione curda è stata vittima di pulizia etnica.
Non è finita, la guerra è ancora dentro casa ma lentamente, molto lentamente, si iniziano
a scorgere i segni di un ritorno alla vita, di una imminente rinascita. Gli abitanti, quasi tutti
rifugiati in Turchia, stanno iniziando a rientrare. Piccole attività commerciali tornano a
popolare i marciapiedi e l’unico forno della città, rimasto aperto durante i sette lunghi mesi
di assedio, continua a lavorare a pieno ritmo per garantire il pane alla città.
Costruito nel 1980 dal regime di Assad, il forno lavora tutti i giorni tranne il venerdì per
fornire pane gratis ai cittadini di Kobanê e ai 365 villaggi del circondario. Attualmente ci
lavorano circa una cinquantina di persone.


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