Gen 24 2014

Barbara Balzerani a Squola il 1/2/2014

Sabato 1° febbraio 2014, alle ore 17,45 presso lo Spazio Pubblico Autogestito Squola a Pergola (PU) Via V. Arrigoni 1, si terrà la presentazione del nuovo libro della scrittrice  BARBARA BALZERANI “Lascia che il mare entri” (Derive Approdi, 96 pagine) in uscita nelle librerie il mese  corrente.  Con questa iniziativa, Squola, intende   porre sotto i riflettori gli autori di quella generazione, che come scrive De Luca “appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla”. La storia, si sa, è scritta dai vincitori. Per i  vinti rimangono carceri di massima sicurezza, regimi e leggi speciali, rifugi politici E la più grave delle sanzioni: l’oblio.  Con la nostra iniziativa vogliamo spezzare questo meccanismo perversamente sanzionatorio e ridare la parola agli sconfitti. Perché  la sconfitta di quella  generazione  fu politica, prima che militare, ma le ragioni di quella Rivoluzione, l’ingiustizia, rimangono, acuite, tutt’ora.

IL LIBRO – Lascia che il mare entri volant

Tre donne nello scenario del secolo delle guerre e delle rivoluzioni. Ultime tracce di un mondo di relazioni cancellato, di un’umanità di cui il denaro che produce denaro può fare a meno.
Storie che provano a restituire voce alle ragioni ammutolite dalla Storia scritta. Storie del tradimento di saperi, dell’inganno del progresso mercantile, del grande affare delle guerre, della rottura del patto con la vita e del prezzo per non averne difeso le condizioni. Storie di sfiduciata resistenza, di subordinate aspettative, di imprevidenza di morte per vanagloria di crescita illimitata.
Tre donne che si passano il testimone nel racconto del rapido consumarsi della civiltà dell’illimitato sfruttamento di ogni risorsa. La stessa che continua a promettere futuro, felicità e benessere, a vendere il proprio modello a chi oggi ne sta seguendo le orme, dopo aver brutalmente compromesso con i suoi punti di non ritorno la riproduzione di un’impronta umana nella vita del pianeta. Dopo aver sterilizzato nei registratori di cassa libertà, diritti, comunanze e mascherato la sua offerta di ogni miseria con gli ammiccamenti alle virtù della sudditanza.
Tre donne che chiudono in un circolo virtuoso le battaglie di una manciata di generazioni per mantenere il senso di sé e il legame con i fondamenti dell’esistenza. Nel silenzio, nell’ascolto, nella riconoscenza verso chi ha tracciato un percorso forse ancora praticabile.

L’AUTORE – Barbara Balzerani barbara

Barbara Balzerani nei primi anni Settanta milita in Potere operaio, poi nelle Brigate rosse, con incarichi nella sua direzione strategica. Al termine di una lunga latitanza viene arrestata e sconta venticinque anni di carcere. Nel 2011, torna definitivamente libera. Nel 1998 pubblica il suo primo libro “compagna luna” a cui segue “la sirena delle cinque”(2003) “perché io, perché non tu”(2009) e “cronaca di una attesa” (2011).

Povera è una generazione nuova che non s’innamora di Euridice (La Giustizia)  e non la va a cercare anche all’inferno. (E.De Luca)

Siamo in Marcia

Spazio Pubblico Autogestito Squola


Mar 5 2008

Storie italiane: ovuli, palle, sputtanamenti e nuove schiavitù!

Qualche giorno fa, durante un
telegiornale della rai (due) hanno buttato lì una notiziola che
spacciavano per un nuovo traguardo della ricerca scientifica. Parlavano
della diagnosi preimpianto (nel caso della procreazione medicalmente
assistita) addirittura prima che l’ovulo e lo spermatozoo generassero
l’embrione. La teoria parla di esame sull’ovulo attraverso il quale si
potrebbe definire se c’e’ un rischio di trasmissione della talassemia
oppure no. Hanno parlato solo di "ovulo" dando a vedere, come si faceva
decine di anni fa, che sono le donne responsabili della trasmissione di
malattie e giammai gli uomini.

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Dic 20 2007

Il doppio legame che avvolge ogni donna

Il doppio legame che avvolge ogni donna

Tamar Pitch

– il Manifesto, 24.11.07 –

Mio padre diceva che, ai tempi, ogni tedesco aveva il suo
ebreo, quello buono e bravo che non doveva fare la fine degli altri. Allo
stesso modo, ogni uomo ha la sua donna: ma, in questo caso, insieme da
proteggere e ammazzare. E’ la figura del protettore delle prostitute quella che
meglio rappresenta il doppio legame che coinvolge ogni donna: almeno da quando
gli uomini sono diventati individui e lo stato si è costituito come garante
delle loro libertà, alle donne è stato detto, e noi lo abbiamo interiorizzato,
che l’esterno e gli sconosciuti sono il pericolo, che per attraversare il mondo
(la città…) abbiamo bisogno di uomini che ci proteggano. Allo stesso tempo, a
questi uomini è stata lasciata ampia libertà di violentarci, maltrattarci,
ammazzarci: dentro le sicure mura di casa, nel rifugio della famiglia. Del
resto così è costruito lo stupro. Per secoli (ma ancora adesso) lo stupro
indica il confine tra «noi» e «loro». «Noi» sposiamo, «loro» stuprano. Sono i
conflitti tra gli uomini a segnalare quando vi è stupro: per i bianchi i neri
sono gli stupratori, per i neri lo sono i bianchi, per i ricchi i poveri, per i
poveri i ricchi. Insomma, è il nemico che stupra e, viceversa, chi stupra è il
nemico.

 

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