
Una valle senza pace. Non bastavano i criminali investimenti
su faraonici e devastanti impianti sciistici sul monte Catria, realizzati per
l’esclusivo lucro economico e politico di pochi, senza un minimo di studio ne
sul ritorno economico ne sulla progettazione di sviluppo di ampio respiro e
tanto meno su una analisi prospettiva sui drammatici dati del calo delle
precipitazioni e sull’aumento delle temperature medie dell’area.
Mentre lo spettro di inceneritori si affaccia su Frontone (già interessato dal
fenomeno di cave mascherate da sbancamenti per fini di edilizia rurale), gli
sversamenti sul Cesano dei liquami di stabilimenti di allevamento industriale
di suini, contro cui gli abitanti dell’Alta Valle combattono una ormai
pluriennale battaglia, sono una triste e consolidata realtà.
Ed è proprio contro il volere di questi cittadini che nell’alta valle, scrigno
di tesori d’arte e naturali (come le splendide grotte recentemente esplorate)
si sta realizzando un polo estrattivo per milioni di metri cubi di materiali,
con tanto di strutture di raffinamento e inutilissime strade di servizio che
sfregiano la montagna e un traffico di camion di ghiaia (e di polveri) degni di
tangenziali di metropoli sudamericane.

ANPI
DOVE SIAMO
La ballata nel deserto
Per forza di cose
VIDEO