Monthly Archives: Giugno 2009

Nulla sara’ come prima. Dieci tesi sulla crisi finanziaria.

Il professor Andrea Fumagalli presenta le 10 Tesi sull crisi di Uninomade
Nulla sara’ come prima. Dieci tesi sulla crisi finanziaria.
Con la cortese autorizzazione di Ombre Corte pubblichiamo le Tesi che concludono "Crisi dell’economia globale. Mercati finanziari, lotte sociali e nuovi scenari politici" a cura di Andrea Fumagalli e Sandro Mezzadra, con postfazione di Antonio Negri
di Andrea Fumagalli
25 / 6 / 2009

Il saggio che presentiamo è il risultato di un processo di elaborazione del general intellect di movimento che ha visto la partecipazione dimolti compagni e compagne delle rete Uninomade, prima in un seminariosvoltosi a Bologna a settembre 2008 e poi a fine gennaio 2009 a Roma. In queste due occasioni, la discussione ricca e variegata sulle ragioni dellacrisi economica globale e sulle opportunità che ne possono scaturire hamesso in luce un comune orientamento che vale la pena sottolineare.

Non siamo di fronte alla crisi finale del capitalismo, pur essendo questauna crisi sistemica di tipo strutturale e non congiunturale, ma piuttosto ad una crisi di crescita all’interno del nuovo paradigma del capitalismo cognitivo. Una crisi che evidenzia la crisi della governance economica mondiale fondata sul ruolo centrale dei mercati finanziari sia nel sostenere il meccanismo di accumulazione cognitiva che nel determinare la distribuzione della ricchezza.

Proprio perché non vi è più alcuna separazione tra sfera reale e sfera finanziaria, lo spazio di un intervento riformista che definisca un nuovo new-deal istituzionale si èdefinitivamente chiuso. Solo andando oltre la struttura della proprietà privata in nome di una proprietà del comune che riconosca, valorizzi e remuneri la cooperazione sociale (tramite l’istituzione di un basic income) è possibile fuoriuscire dalle attuali secche della crisi.

Solo immaginando una società post-capitalistica, è possibile superare la crisi del capitalismo contemporaneo.

Andrea Fumagalli

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Umbria “Shock economy”

 


La necessità e la scelta: allocazioni scriteriate e strategie di Shock Economy dietro il proge C.A.S.E.

Posted by EpicentroSolidale on 6/18/09 • Categorized as Repost
Di Antonello Ciccozzi:

Abstract: il progetto C.A.S.E. per i terremotati aquilani si configura sempre di più come un’operazione orientata in base agli stilemi della shock economy; esso rappresenta una soluzione finalizzata, prima che all’aiuto delle popolazioni terremotate, al profitto di grandi aziende affiliate al Governo, che non  tiene conto della varietà degli habitat culturali in cui si vuole calare, e che non basterà a togliere tutti gli sfollati dalle tendopoli. Pare necessaria una revisione parziale di tale progetto e una pronta messa a disposizione di moderni containers al fine di emancipare gli sfollati dal giogo delle tende.
La varietà degli habitat culturali dell’aquilano si manifesta nella preponderanza della differenziazione tra i luoghi urbani e i luoghi rurali. Per chiarire il discorso che qui si propone, questa compresenza può essere schematizzata descrivendo nostro Comune come un territorio, per così dire, a “due colori”: zone “verdi” (i contesti rurali) affiancano un centro “blu” (la città e la sua estensione periferica, che grossomodo forma una linea prossima all’asta fluviale dell’Aterno, tra i due bastioni montuosi che cingono la valle, sfumando tra Preturo e Bazzano). Spesso non si tratta di demarcazioni nette, e vi sono luoghi in cui si assiste a una mescolanza più o meno contrastiva di questi elementi (ad esempio la zona tra Bazzano e Paganica, in cui, a qualche chilometro dalla città, il nucleo industriale occupa un territorio dove permane una consistente vocazione agricola, oppure verso Sassa, al limite Ovest dell’espansione urbana), altre volte la connotazione rurale dei luoghi appare più netta (come a Roio Piano o a Camarda). Il punto, per quanto ci riguarda, è però che tali peculiarità non possono essere in nessun modo omesse da qualsiasi progetto di pianificazione territoriale che contempli la necessità di preservare la qualità della vita; ignorare questi aspetti è viceversa indice di orientamenti votati unicamente al perseguimento di interessi economici, a discapito del valore della qualità della vita. Continue reading


Boicottaggio dell’economia di guerra israeliana

PERCHE’ BOICOTTEREMO LA 45° MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DI PESARO
"…Con Gaza isolata dal resto del mondo da più di due anni e la creazione di un sistema di “riserve indiane” in tutta la Cisgiordania, la Palestina oggi è diventata il banco di prova della nostra umanità, sono queste le motivazioni che ci spingono a rispondere alla chiamata al boicottaggio del Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI)…"

PERCHE’ BOICOTTEREMO LA 45° MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DI PESARO
La Campagna Palestina Solidarietà, costituita da associazioni e singoli che da anni lavorano per una pace giusta in Medio Oriente e contro l’occupazione israeliana, accogliendo l’appello al boicottaggio lanciato dalla Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), boicotterà la 45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che ha in programma una retrospettiva sul cinema israeliano organizzata con il supporto dell’Israel Film Fund.
Dopo aver chiesto invano spiegazioni sulle modalità di svolgimento dell’ evento all’amministrazione comunale di Pesaro e all’organizzazione del festival cinematografico abbiamo deciso di esprimere, con un boicottaggio non-violento della rassegna cinematografica pesarese, il nostro diritto di critica alla politica israeliana di occupazione e colonizzazione della Palestina.
Coerentemente con le linee guida della Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) il boicottaggio non è rivolto ai singoli film, ai loro registi o più in generale all’opera cinematografica ma alla presenza di un ente israeliano (Israel Film Fund) direttamente collegato con le istituzioni governative israeliane.
Come organizzazioni attive nella solidarietà con il popolo palestinese e per una pace giusta in Medio Oriente ci preme ricordare che Pesaro è gemellata da alcuni anni con la città palestinese, situata nella Striscia di Gaza, di Rafah.
Questa città è stata duramente colpita durante l’operazione militare israeliana “Piombo Fuso” di alcuni mesi fa, sono centinaia i civili morti o feriti durante i bombardamenti e centinaia le case distrutte o danneggiate.
Oggi, sessanta anni dopo l’espulsione dei palestinesi del 1948 e 41 anni dopo l’occupazione da parte d’Israele dei cosiddetti “territori del ’67”, la condizione d’oppressione che lo stato israeliano impone al popolo palestinese si è fatta ancora più pesante, come dimostrato dalla chiusura della Striscia di Gaza e dall’operazione militare “Piombo Fuso”.
Questa operazione militare ha provocato più di 1400 morti, migliaia di feriti e danni incalcolabili alle già precarie infrastrutture civili della Striscia di Gaza. Continue reading


Fano 20 giugno, giornata del rifugiato e di mobilitazione antirazzista

Io non sono razzista ma…

Quelli che vengono con i documenti va bene, sono i clandestini che devono essere sbattuti fuori
..peccato che in Italia non sia possibile entrare legalmente, ma solo essere regolarizzati dopo. All’italiana.

Gli italiani all’estero andavano per lavorare, questi sono tutti delinquenti

Infatti all’esterodicono ancora italia=mafia

Le case e il lavoro agli italiani!
Anche se gli stranieri in regola pagano le tasse come tutti noi (le stime dicono che evadono di meno)  e quelli in nero sono sfruttati da chi, magari italiano, le tasse non le paga per niente

Io conosco un immigrato bravissimo, ma gli altri…
Magari non li conosci

Gli stranieri devono rispettare le nostre leggi e le nostre usanze
Intanto li sbattiamo fuori dalle scuole, così imparano!

Gli immigrati portano  malattie strane
È per questo che non li vogliamo più fare entrare in ospedale…

Loro non rispettano i diritti delle donne, o le rinchiudono o le prostituiscono
Vendendole agli italiani, magari bravi padri di famiglia in vena di trasgressioni

BASTA; siete  troppi e dovete tornare a casa vostra
Anche se scappate dalla  fame, dalle guerre, dalla violenza in cerca di sopravvivenza, vi rispediamo all’inferno..

Per noi la  sicurezza non è razzismo, e si basa su una società  più libera, più solidale, più giusta
20 giugno, giornata mondiale del rifugiato

Donne in nero, Bottega del commercio equo e solidale, Movimento Internazionale per la Riconciliazione, Millevoci, Nuovomondo, Cittadini senegalesi, Alternativa Libertaria, Associazione degli immigrati latino-americani, Chiama l’Africa