-Amnesty International-
Spazio Pubblico Autogestito
-Amnesty International-
Contro il G8, Senza Frontiere!
Poco prima del corteo, 50 attivisti, alcuni "abbordando" via mare, occupano i portelloni della nave Superfast e bloccano per un’ora la partenza verso Patrasso
Quella di giovedì 9 luglio, nelle Marche, è stata una grande giornata di mobilitazione, contro i respingimenti e dentro il percorso di contestazione diffusa al G8.
Una giornata iniziata con il blocco della nave dei rimpatri al porto di Ancona, che oggi si sta felicemente replicando a Venezia. Ieri, dalle ore 17, alcuni attivisti delle Comunità Resistenti, dell’Ambasciata dei Diritti e di YaBasta! si trovavano già all’interno della "security zone" del porto per un volantinaggio durante le operazioni di imbarco della nave Superfast diretta verso la Grecia.Già dalla mattinata la città di Ancona si era risvegliata assediata da un imponente schieramento di uomini e mezzi blindati delle forze dell’ordine, e lo stesso sistema di sorveglianza dell’area portuale rafforzato da presidi aggiuntivi della polizia in ogni varco di accesso.
Mentre sulla banchina proseguiva il volantinaggio sotto stretta sorveglianza di decine di agenti in assetto antisommossa e di un elicottero in sorvolo, un altro gruppo di manifestanti entrava in porto via mare, riuscendo su due gommoni ad abbordare la banchina: "No border! Stop deportation!" "Apriamo il porto alla libertà e ai diritti", "Stop G8! Basta respingimenti!" questo il grido che si leggeva dagli striscioni issati dai gommoni.
(Continua)
L’operazione eseguita dalla Polizia su mandato della Procura di Torino
Perquisizioni e mandati di arresto in tutta Italia
All’alba di questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Torino, la polizia ha effettutato decine di perquisizioni nella case di studenti e attivisti in tutta Italia, che sono stati portati in questura e denunciati.
Ad ora si ha notizia di due arresti a Padova, quattro a Bologna, 12 a Torino di cui 5 ai domiciliari, 1 ai danni di un napoletano avvenuto a L’Aquila nel campo del comitato 3e32 al termine della fiaccolata. Blindati e polizia hanno inoltre fatto violentemente irruzione al centro sociale Asktasuna di Torino e al Festival di Radio Sherwood a Padova.
L’operazione è la vendetta poliziesca nei confronti dell’Onda e della mobilitazione contro il G8 dell’università di Torino, e l’avvertimento mafioso che Maroni e il governo lanciano alle manifestazioni contro il G8.
Il dispositivo proviene dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino e i reati contestati sono violenza nei confronti degli appartenenti alla forza pubblica, lesioni personali e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Il quadro di riferimento è la manifestazione nazionale dell’Onda studentesca contestuale al G8 University Summit del 19 maggio a Torino.
Non si è fatta attendere la risposta degli studenti a questa vile provocazione. Decine di comunicati di solidarietà stanno arrivando da tutte le città d’Italia e i Rettorati di Ca’ Foscari a Venezia e della Sapienza a Roma sono attualmente occupati. A Torino, Bologna e Padova sono in corso conferenze stampa. A Napoli l’appuntamento è alle 14.00 a Palazzo Cornigliano, a Torino alle 14 e 30 a Palazzo Nuovo e a Padova nuova iniziativa alle 17.00 davanti alla Prefettura.
Un primo commento con Marco Rigamo, Liberi tutti
Comunicato di solidarietà dalle Marche
Dalle Marche / L’Onda non si arresta!
Libertà per Marco, Anton e tutt* i/le compagn* arrestat*
L’Onda non si arresta
Di ritorno dalla fiaccolata dell’Aquila anche nelle Marche il nostro è stato un risveglio amaro.
Ancora increduli esprimiamo la nostra solidarietà e la nostra totale vicinanza agli studenti dell’Onda di tutta Italia, ai nostri compagni Marco e Anton di Pesaro e a tutti i compagni colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare.
Arresti preventivi proprio alla vigilia del G8 dell’Aquila, arresti che vanno a criminalizzare l’intero movimento dell’Onda che collettivamente a Torino ha deciso di contestare un G8 illegittimo violando la zona rossa.
Eravamo tutti a Torino e tutti a Vicenza. Saremo tutti ancora nelle nostre Università, nelle nostre strade e nelle nostre piazze, a partire dalla città di Ancona e dal suo porto giovedì 9.
Ci saremo contro il G8 della crisi e per l’immediata liberazione dei nostri compagni.
L’onda non si arresta!
Onda anomala marchigiana
Ancona – Una Giornata Senza Frontiere
L’appello dei movimenti sociali delle Marche alla mobilitazione diffusa
2 / 7 / 2009
Da Vicenza all’Aquila, da Roma ad Ancona, dal 2 al 10 luglio a contestare il G8 della crisi saranno le comunità che difendono i beni comuni dalla devastazione ambientale e dalle basi di guerra, che si battono per il reddito, il diritto alla casa, per estendere spazi di libertà contro i dispositivi autoritari.
Quelle comunità che vogliono riprendersi il diritto di decidere sul loro futuro, e rivendicare indipendenza e autonomia.
Quelle comunità che hanno intessuto reti solidali con le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma che in quei giorni protesteranno contro la militarizzazione della gestione dell’emergenza e per un progetto di ricostruzione sociale dal basso.
Nelle Marche l’appuntamento é al Porto di Ancona, alle porte d’oriente dei nostri territori.
Porte che si vorrebbero chiuse al bisogno di libertà e dignità affidato al mare da migliaia di migranti. Chiuse dalla frontiera della guerra all’umanità in fuga dall’oppressione e dalla disperazione.
Nel porto di Ancona ogni giorno si violano i più elementari diritti umani, si nega sistematicamente il diritto di asilo. Ogni giorno, profughi e richiedenti asilo, uomini e donne che scappano dall’Afghanistan o dall’Iraq, vengono direttamente respinti dalla polizia di frontiera e reimbarcati nel viaggio di ritorno verso l’inferno del campo profughi di Patrasso. Uomini e donne che, come Amir, incontrano la morte soffocati nei container o schiacciati dai tir.
Giovedì 9 luglio vogliamo una Giornata Senza Frontiere: una giornata per liberare il porto di Ancona dalle barriere e dalle gabbie dove si infrangono quei desideri di libertà e dignità che vengono dal mare.
Una Giornata Senza Frontiere per aprire alla cittadinanza senza confini lo spazio negato del porto, perché ritorni ad essere un bene comune di tutta la città.
Una Giornata Senza Frontiere per rivendicare l’indipendenza e l’autonomia delle comunità che vogliono rovesciare la crisi in opportunità di decisione comune sulla trasformazione del presente.
Una Giornata Senza Frontiere per dire basta alla vergogna dei respingimenti, per abbattere l’infrastruttura securitaria del nuovo razzismo aprendo le porte d’oriente alla libertà e ai diritti.
Ancona – Giovedì 9 luglio
Una Giornata Senza Frontiere
Comunità Resistenti delle Marche contro il G8
Ambasciata dei Diritti
Associazione Ya Basta! Marche