Monthly Archives: Dicembre 2008

POTETE SGOMBERARE UN EDIFICIO – NON UN IDEA


POTETE SGOMBERARE UN EDIFICIO – NON UN IDEA

Tre anni fa, in un freddo lunedì, Borri tentava di chiudere l’esperimento sociale Squola lucchettando definitivamente la ex scuola di Bellisio. Ufficialmente l’edificio doveva essere urgentemente ristrutturato per destinarlo ad una imminente apertura di un fantomatico "museo dello zolfo" (a 5 km da quello di Cabernardi??). Il lavori sono durati 3 mesi e iniziati 7 mesi dopo i sigilli. La desolante condizione di completo abbandono in cui versa la struttura pubblica sta li a dimostrare le reali intenzioni dell’Amministrazione. Eliminare l’unica voce critica, radicalmente democratica e irriducibilmente autonoma, oltre che (e qui risiede la vera gravità) con grande "grip" sociale a livello locale.
Tre duri anni di esilio, chiusure, denunce, tentativi continui di soffocamento non hanno sortito l’effetto sperato da Borri. 

Siamo ancora, come dicono i fratelli zapatisti, in sella. Trasformati, cambiati, ma sempre noi.
E se ci vedono tornare indietro..non si illudano: stiamo prendendo la rincorsa…


NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PER FINANZIARE I DISSETI FINANZIARI DELLA GIUNTA BORRI

Non c’è bisogno di essersi laureati alla Luiss per sapere che non è buona norma far fronte all’ordinarietà delle spese di gestione con mezzi straordinari.  Prediamo atto che  l’amministrazione Borri, a parte chiusure,  arroganza e miopia politica, di straordinario non ha niente.
Riteniamo comunque un grave errore l’ipotesi di vendita di immobili di proprietà comunale per far fronte alle normali esigenze di bilancio.   E’ un errore grave sotto l’aspetto economico, fondamentalmente, ma anche su quello politico e sociale.   L’immobile di via Antonelli   e la struttura di via Catria, che l’amministrazione Borri ha deciso di alienare, sono BENI COMUNI, quindi non sono nella disponibilità ne del sindaco ne dei suoi assessori, ma dei cittadini.

Sanare le voragini di bilancio mettendo mano ai “gioielli di famiglia” equivale a una palese dichiarazione di uno stato di crisi, al “portare i libri in tribunale”.   E’ bene, per la comunità, allontanare i dirigenti che la stanno portando al tracollo prima che sia troppo tardi.  Pur concordando dell’antistoricità della soppressione dell’ICI (a livello continentale i municipi si finanziano con l’imposizione sulla casa) non possiamo certo attribuire le voragini di bilancio cittadine al gap nella compensazione  della tassa con le rimesse statali che ammonta a poco più di 130 mila euro; più o meno lo stesso importo della morosità e incaglio dei crediti sociali (asili, scuole, trasporti etc), dai mancati introiti sulle imprese estrattive (in parte dovuti ad una modifica della normativa regionale e in parte alla mancata apertura di nuove cave) ma soprattutto ai 660 mila euro dovuti e mai incassati dai gestori del servizio idrico. Continue reading


Carta dei Diritti del Territorio – testo politico delle rivendicazioni dei comitati del pesarese

Sabato 13 dicembre alle ore 11 è stata presentata, presso la sala consiliare di Pesaro, la CARTA DEI DIRITTI DEL TERRITORIO. Questo documento politico è il precipitato di un decennio di lotte popolari sui territori della provincia di Pesaro, ondata di rivendicazioni che ha investito nell’ultimo biennio le altre province e le regioni vicine. I primi tentatvi di coordinamento e di organizzazione politica che dasse valenza di organicità alle sacrosante rivendicazioni provenienti dai territori risale ad un paio di anni fa, grazie all’infaticabile lavoro di tessitura di Adriano Mei. Da subito come collettivo abbiamo ritenuto che aderire non fosse solo pagante sul terreno delle varie vertenze territoriali, ma estremamente interessante sul terreno della sperimentazione politica. Una organizzazione definita "antipolitica (semplicemente perchè si muoveva fuori dagli schemi istituzionali..ma mai contro di essi) che nasceva autenticamente da un sentimento popolare di "rappresentarsi". Autonoma nel DNA nonostante i vari tentativi di "entrismo" nazionalleati naturali nelle nostre tristi terre dell’"ulivismo reale" e con una capacità di grip sociale assoltumanete inedita nei tempi dell’astensionismo al 50 per cento. Io credo che il movimento debba su questo fenomeno in crescita non solo "sporcarsi le mani" nelle varie vertenze (che poi sono spesso le nostre..vedi acqua, rifiuti etc) ma anche dare organicità regionale a questo lavoro di ibridazione, eleborando politicamente il proprio intervento. Continue reading


Quando le pallottole rimbalzano

di Marco Rigamo, Liberitutti
Marco Rigamo – Giovedì 11 dicembre 2008

(Diritto di Polizia – cap. III)
Dell’assassinio di Alexis Andreas Grigoropulos, ragazzo, ha iniziato a occuparsi il Diritto di Polizia.
Ucciso a sangue freddo sabato 6 dicembre con un proiettile al petto da un agente antisommossa a pochi passi dal Politecnico di Atene, una perizia resa pubblica a tempo di record informa il mondo che si è trattato di un colpo rimbalzato sul selciato. La declinazione ellenica di quella "dinamica del calcinaccio" che servì per rendere ancora più confuse le coordinate dell’assassinio volontario, al G8 di Genova, di Carlo Giuliani, ragazzo.
Si avvia così l’applicazione di quelle norme non scritte che parlano tutte le lingue del mondo e che governano l’incolumità giuridica degli assassini in divisa, qualunque ne sia il colore. Ci sono i testimoni oculari, ci sono le stesse dichiarazioni rese a caldo dagli imputati, ci sono i metodi "sproporzionati e illegali" cui fa riferimento Amnesty International, ci sono – ancora una volta – ore e ore di filmati di ogni origine e provenienza a documentare le violenze contro manifestanti inermi. E ci sarà – facile previsione – chi per anni chiederà verità e giustizia. Ma la Giustizia statuale sta già lavorando per il proiettile accidentale, il caso isolato, la tragica fatalità. Continue reading


Solo per AMORE rivolta in Grecia

Il lutto non basta..
ad andreas, carlo, federico aldo e tutti gli altri…

Comunicato da Salonicco 9 dicembre 2008, Assemblea della Scuola di Teatro Occupata
(Ap)(traduzione uniriot.org) Un Ragazzo di 15 anni assassinato. Alexandros era un nostro amico, un nostro fratello, un nostro figlio, un nostro compagno di classe ed un nostro compagno. L’assassinio di rivolta in greciaAlexandros è stato il punto ultimo di tutta una serie di casi che hanno visto dei giovani assassinati per aver risposto ai poliziotti, o per non essersi fermati ad un posto di blocco o addirittura, come nel caso di Alexandros, solo per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. L’assassinio del quindicenne Alexandros non è stato un evento isolato, come con audacia pretendeva di far credere il Segretario agli Interni, la cui affermazione rappresenta nella pratica il portare a termine quanto annunciato dal precedente ministro della giustizia (Polydoras) che sarebbe stata solo una questione di tempo prima che un poliziotto potesse perdere il controllo e sparare. Ma tutti gli elementi e le testimonianze indicano e ci obbligano a pensare che basti un semplice attacco verbale per far perdere la calma ad un poliziotto e farlo sparare.
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IRENE E IL SUO FUTURO

Irene fece anche una telefonata alla cartomante della tivù, ma così per provare, per gioco. Voleva sapere se almeno da lì venissero notizie sul suo futuro. Aveva lavorato per neanche due mesi in un negozio, poi si era ammalata. Aveva perso il posto, e da quella volta tutti i suoi amici lì a farle coraggio, più che altro per abitudine. Erano diventati esperti nel farlo. Ma nemmeno la cartomante le era stata utile. Sì, tre o quattro frasette, le solite che prevede per tutti (anche lei, probabilmente, era una precaria che si era inventata indovina per sbarcare il lunario), ma niente di entusiasmante.

Era buffo ritrovarsi ad un’età in cui non hai un gran che come passato, e ancor di meno come futuro. A dirla tutta, neanche il presente era il massimo, ma almeno quello lo vedeva, lo poteva toccare. Sentiva che anche il passato degli altri, come ad esempio quello raccontato dai suoi genitori, o dai nonni, era in fondo anch’esso vago, con quelle storie che chissà perché dovevano suscitare invidia, quelle che cominciavano con un “ai miei tempi”. O che finivano spesso con quell’insopportabile “si stava meglio quando si stava peggio”. Ascoltava i suoi coetanei parlare dell’”attualità dei valori del fascismo” e le si confondeva in testa la storia, maneggiata come un elastico. Era conscia degli strumenti informatici, come YouTube, come Facebook, ma per lei erano una semplice forma di comunicazione, e non uno stare al passo coi tempi, per entrare nel futuro. Continue reading


L’automobile e’ un ferrovecchio.

Franco Berardi Bifo
da "Liberazione" – 3/12/08

"Donne e motori? Motori". Questa è l’headline con cui, sui manifesti attaccato ai muri cittadini, viene pubblicizzato il Motor Show, esposizione dell’automobile che si svolge anche quest’anno a Bologna, e che sarà inaugurata il 5 dicembre con un convegno dal titolo Uscire in auto dalla crisi, al quale parteciperà Gianfranco Fini.
La classe dirigente non vuole capire che la crisi dell’automobile non ha carattere congiunturale. Ha carattere se così posso dire, definitivo. Terminale. L’auto è morta. Ciononostante la sua carcassa potrà ancora per lungo tempo imputridire ammorbando l’aria in tutti i sensi: in senso economico e in senso ambientale, urbanistico, sanitario.
Il ciclo dell’automobile è stato trainante nello sviluppo capitalistico novecentesco. Enormi interessi si sono coalizzati intorno alla motorizzazione privata. Di conseguenza l’obsolescenza e la crisi terminale dell’automobile costituisce uno shock troppo profondo per la coscienza capitalistica contemporanea, che cerca di rimuovere l’inquietante verità: che l’auto è morta.
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