Monthly Archives: Gennaio 2009

RIFLESSIONI POLEMICHE E VELENI (dopo il consiglio comunale e prima delle elezioni)

 assemblea nocave 17.10.09 pergola    Speculatori & Terroristi (di AccaCiElle)

C’era necessità di confusione e di situazioni dove "tutti i gatti sono grigi.." . Si era capito già dal lunedì precedente il Consiglio.
Eppure il diritto amministrativo (Legge 241-90)  parla chiaro: la "conferenza dei servizi" è una conferenza paritetica degli enti interessati. Le motivazioni che gli enti possono portare quale motivazione del loro parere negativo possono essere politiche o tecniche. Nel nostro caso siamo riusciti ad avere politicamente una maggioranza schiacciante in consiglio (e nessun voto contrario..) sul lato politico, e un 3 pagine e mezzo di motivazioni tecnico giuridiche, in pratica il massimo per "sparare" il Comune in Conferenza dei Servizi e bloccare il progetto.  Risulterà molto difficile che la provincia convochi la conferenza prima delle elezioni ma questo è un altro discorso. Continue reading


Consiglio Comunale Aperto 22.1.09 rassegna stampa

consiglio comunale aperto pergola 22.1.09Articolo del giorno 24/01/2009     CORRIERE ADRIATICO

Dario Conti propone un ordinedel giorno con leggere modifichee sfuma l’unanimità. In opposizionealla Provincia un ricorso al Tar
Approvato in consiglio comunale il documento del comitato contro il sito del Bifolco
No alla cava ma la politica si divide

PERGOLA – Se lo scopo del comitato contro la cava del Bifolco era quello dell’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio comunale di un ordine del giorno contro la cava per dare maggiore forza al sindaco nella conferenza dei servizi, l’esito finale del solito consiglio logorroico è stato deludente.

Se lo scopo era comunque l’approvazione del testo allora è stato raggiunto, ma non si capisce a cosa possa servire un documento che non è stato approvato all’unanimità. L’approvazione è arrivata dopo tre ore di dibattito in cui sono riaffiorate polemiche vecchie e recenti e una sospensione per esaminare l’ordine del giorno chiesta dal gruppo di centrodestra. More…Dopo la sospensione gli ordini del giorno sono diventati tre (l’originale, quello leggermente modificato da Dario Conti e quello leggermente modificato dalla lista civica), poi sono tornati ad essere due (dopo il ritiro di quello della lista civica) e sono stati votati con questi risultati: ordine del giorno del comitato 9 voti favorevoli, 6 della maggioranza (Lucia Zanchini, Armando Roia, Giordano Borri, Paolo Binotti, Maria Pia Fratini, Nadia Mollaroli) e 3 dell’opposizione (Francesco Baldelli, Luigi Marasco, Marzio Donnini), astenuti Dario Conti e i due consiglieri della lista civica (Ritaldo Abbondanzieri e Massimo Rossi); ordine del giorno del giorno leggermente modificato da Dario Conti 6 voti favorevoli (Conti, Roia, Zanchini, Abbondanzieri, Rossi, Binotti) e 6 astenuti (Borri, Mollaroli, Fratini, Baldelli, Marasco, Donnini). Assenti il presidente Giovanni Latella, gli assessori Serena Biagini e Paolo Righi e i consiglieri di maggioranza Gianni Conti e Guido Peverieri. Continue reading


BIFOLCO: ULTIMO ATTO

Siamo all’epilogo di un percorso di lotte che ha radicalmente mutato non solo la sostanza ma anche la forma della politica della cittadina ma forse non solo.
Un cammino che ha visto crescere, dal maggio 2004, partecipazione e coscienza.  Ma anche la consapevolezza, da parte della casta imprenditorial-politica, che il tempo in cui potevano spadroneggiare era finito.  La presa di coscienza da parte dei cittadini dell’entroterra (ma non solo) ha comportato la fuoriuscita dalla condizione di "suddito".  Il "cittadino" ritorna al centro della "Cosa di Tutti" cioè della Res-pubblica e si organizza indipendentemente dai partiti, a volte espressamente contro di essi. Detta l’agenda e le scadenze. Dopo aver piegato la giunta Borri  e imposto un no politico generalizzato alle cave è ora di imporre al Sindaco  il doloroso (per lui rappresentante degli interessi dei devastatori prima che dei cittadini) NO MOTIVATO e TOMBALE alla conferenza dei servizi che la provincia dovrà convocare..prima o poi (prima o poi..le elezioni..). Ed è per questo che grazie alle firme dei consiglieri Zanchini, Baldelli, Conti D., Marasco e Donnini (indipendente di sinistra, AN, PD, FI e socialist) siamo riusciti a convocare un consiglio comunale tematico in cui faremo votare una delibera impegni irrevocabilmente sindaco e giunta. Lo speriamo come ultimo atto di una lotta entusiasmante e vincente ma anche dura e che ci è costata lo spazio sociale, dieci denunce, e un isolamento politico difficile da spezzare. Ma è stata una vittoria virale: la Buzzi Unicem ha chiuso, la cava di Coldorso è ferma, quella di Montevecchio di Serra non vedrà mai la luce. Ma adesso abbiamo bisogno dell’appoggio di tutte e di tutti:

In difesa di Vittorio, un bersaglio facile

dal Manifesto

Vittorio Arrigoni è il pacifista italiano dell’International solidarity movement (Ism) che racconta in diretta da Gaza per il manifesto il tragico giorno per giorno della «spedizione punitiva» (parole di Massimo D’Alema) che Israele sta infliggendo al milione e mezzo di palestinesi intrappolati nella striscia. Basta leggere i giornali, a cominciare dal Corriere della Sera – il numero uno – o guardare il Tg1 – la portaerei dell’informazione «pubblica» -, per capire che Vittorio Arrigoni, e quelli come lui (sfortunatamente troppo pochi), è un testimone scomodo di fronte ai silenzi e alla (clamorosa) disinformazione della stampa italiana e, in genere, internazionale. Per questo la notizia che un sito web americano ha messo in rete il nome e la foto di Arrigoni proclamandolo «il bersaglio N.1» dell’esercito israeliano provoca rabbia ma non meraviglia.
È possibile che il sito www.stoptheism.com non sia, come dicono, troppo attendibile, che il suo animatore – tale Lee Kaplan, sedicente «giornalista investigativo» – sia un ciarlatano. Ma con il clima di impunità goduto dalle nefandezze israeliane e di omertà garantito dalla politica e dalla stampa, bisogna stare molto attenti. Fu a Gaza nel marzo 2003, durante la seconda intifada, che una pacifista Usa dell’Ism, Rachel Carrie, fu (deliberatamente)schiacciata da un bulldozer militare israeliano mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese A quel che si sa Stop the Ism è un sito statunitense dell’estrema destra ebraica, furiosamente anti-palestinese e anti-comunista, che sembra sia legato a Radio Arutz7, l’emittente dei coloni ebrei, i più fanatici in genere provenienti dagli Usa, insediati nelle terre palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est. Per Kaplan e soci per fermare l’International solidarity movement qualsiai mezzo è buono purché sia «definitivo». Per loro l’Ism è «un consorzio di gruppi di anarchici e comunisti americani alleati dell’Olp», ovvero «un’idra dalle molte teste» il cui obiettivo è di «aiutare l’Olp a distruggere Israele» e di «finanziare anarchici e comunisti americani a espandere le basi per la rivoluzione mondiale». E gente come Vittorio Arrigoni e altri volontari che vengono dagli Stati uniti, dall’Irlanda, dalla Spagna, dall’Australia, dalla Polonia, sono dei «terroristi alleati di Hamas».
Sembrerebbe da ridere ma non c’è niente da ridere. Vittorio Arrigoni è un bersaglio «facile». È uno di quei matti che vanno a mani nude in posti infami come Gaza per difendere i civili palestinesi. Gli israeliani lo conoscono bene e lo hanno già intercettato, arrestato ed espulso due volte prima che Arrigoni il 23 agosto tornasse a Gaza dal mare a bordo della barca Free Gaza che aveva rotto il blocco israeliano (la vera causa della fine della tregua, non certo i razzetti di Hamas come vi stanno raccontando).
Per cercare di evitare che anche Arrigoni divenga un «tragico errore» o un «danno collaterale» abbiamo chiesto alle autorità politiche e diplomatiche italiane di attivarsi urgentemente con quelle israeliane. Nell’inferno di Gaza Vittorio Arrigoni non è solo. 


Sterminio di Gaza: lavori in corso

da: http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Alcune famiglie di palestinesi ci hanno consegnato dei volantini, piovuti dal cielo nei giorni scorsi, lasciati cadere dall’aereonautica israeliana in alternativa alle bombe. Volantino n.1, tradotto dall’arabo:  "A tutte le persone residenti in quest’area. A causa delle azioni terroristiche con cui i terroristi presenti nella vostra area stanno aggredendo Israele, le Forze di Difesa Israeliane sono state costrette a reagire immediatamente e ad agire in questo modo nelle vostre zone. Vi esortiamo, per la vostra sicurezza, ad evacuare immediatamente quest’area. Forze di Difesa Israeliane". In pratica l’esercito israeliano sta passando di casa in case appiccicando sugli usci un avviso di  "lavori in corso", prima di radere al suolo interi quartieri, affossare per sempre speranze di vita presente e futura. Seppellire sotto tonnellate di macerie chi non ha un posto dove evacuare. Poco fa ci hanno comunicato il lancio di nuovi volantini, avvisano che «la terza fase della guerra al terrorismo sta per iniziare".  Sono cortesi i vertici militari israeliani, chiedono collaborazione alla popolazione di Gaza, prima di schiacciarli come insetti. Se i volantini non sono abbastanza persuasivi, ci pensa l’aereonautica a bussare dolcemente sui tetti delle case di Gaza. E’ una nuova prassi degli ultimi giorni, piovono bombe un pochino più leggere, abbastanza per scoperchiare i tetti delle abitazioni e invitare gli abitanti all’evacuazione. Dopo due o tre minuti l’aviazione ripassa e non rimane più niente dell’edificio. Evacuare, ma evacuare dove? Continue reading


Buon viaggio Marco!


L’amicizia è una presenza che non ti evita di sentirti solo, ma rende il viaggio più leggero.


Soldi al Vento…



Che l’amministrazione Borri avesse poca dimestichezza con la
Costituzione Italiana  lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle e
sulle nostre fedine penali. Non ci attendevamo quindi  che nessuno dei
nostri amministratori si fosse spinto fino alla lettura del secondo
comma dell’articolo 9 “La Repubblica (…) tutela il paesaggio e il
patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Ed era abbastanza evidente fin dall’inizio del suo mandato pieno,
quando ad una settimana dal voto amministrativo, contro ogni
raccomandazione dell’ANCI, garantì i cavatori della Buzzi Unicem, con
un svincolo per qualche centinaio di migliaia di metri cubi di
breccia.  Non era che l’inizio. Ripulita l’anima in chiave
ambientalista con una conversione (ambigua e latitante..) stile “via di
Damasco” in funzione evidentemente elettorale, l’opaca amministrazione
si è distinta per autorizzazioni e piani edilizi strutturati sui più
audaci desideri di costruttori. Fortunatamente la crisi economica e
immobiliare in particolare, hanno stoppato le devastazioni.  Ammettiamo
che Borri e co. sono in buona compagnia. Se non fosse per l’arroganza,
la chiusura e la scarsa trasparenza, potremmo far rientrare 
tranquillamente la giunta pergolese nella malapolitica che  fa da
padrone nelle nostre tristi terre. Terre dove  i cavatori scrivono la
legge regionale sulle attività estrattiva, l’API il piano regionale
energia, i partiti di governo locale cedono la gestione di vitali
servizi pubblici a multi servizi di proprietà di altri enti locali
dello stesso colore.  Conta solo far girare il denaro.  La
capannonizzazione selvaggia della valcesano (riconoscibile per i
caratteristici cartelli “vendesi o affittasi”), le devastanti giostre
pseudosciistiche sull’autodromo in cui hanno trasformato il monte
Catria, il proliferare di seconda, terza, quarta casa, lo spuntare  di
strade, autostrade, superstrade ed elettrodotti.
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20.12.08 SPACE RAID (foto)

Ogni comunità (rebelde..o meno) che si rispetti ha propri riti,
calendario e tradizioni. Non poteva certo non essere festeggiato dalla
teppa della piccola comunità squolastica della Valcesano la ricorrenza
del terzo anno di "esodo", terzo anno dallo sgombero dello Spazio
Pubblico Autogestito Squola di Bellisio di Pergola (PU).  Quale
occasione più propizia del maldestro tentativo della giunta comunale
Borri di vendere all’asta degli edifici publici per ribadire ancora una
volta ignorantemente il nostro diritto agli spazi e il nostro no
irriducibile alla speculazione edilizia. (vedi l’articolo "potete
sgomberare un edificio, non una idea" del 19 dicembre 08). Un manipolo
di squolari, nell’algida mattinata del 20 dicembre, ha attacchinato
propri manifesti lungo viale Carlo Giuliani – ragazzo (già viale
martiri della libertà), sulla sede cittadina del PD, sugli edifici
all’asta e sull’albero di natale cittadino in P. Ginevri. Di seguito le
foto dell’azione. Per la cronaca l’asta è andata deserta come tutte le
altre intentate dal comune per alienari i beni pubblici.

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