Monthly Archives: Settembre 2009

Io sono contrario al ritiro dall’Afghanistan


Io sono contrario al ritiro delle truppe dall’Afghanistan.

Anzi, ce li manderei tutti. Tutti in missione di pace, tutti ad esportare la democrazia.

Quelli che “tanto al mio paese non c’è altro da fare”, quelli del “cara, solo cinque anni, poi con i soldi guadagnati andiamo a vivere in Brasile”.

Quelli col tatuaggio del Duce sul bicipite , quelli con il gagliardetto della RSI sul comodino.

Tutti in Afghanistan.

Quelli che si commuovono all’alzabandiera, quelli che hanno la foto con La Russa.

Le reclute che sognano la gloria, gli ufficiali vicino ai termosifoni, le ragazze-soldato e la loro fiera emancipazione.

Le divise di tutti i colori, dal verdognolo all’azzurrino, con medaglie o senza.

I cappellani militari, gli allargatori di basi Nato, i progettisti di oleodotti, i mediatori nel traffico di eroina.

I costruttori di armi, quelli che le presentano alle fiere, i funzionari con le mazzette, i banchieri che fanno i soldi.

Tutti in Afghanistan.

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Ecco come la ‘ndrangheta ha ucciso la mia terra

 

 

di Biagio Simonetta

Il mare di notte mi ha sempre fatto paura. Non sono mai
riuscito a godermi l’ultimo bagno dell’estate, dopo i falò. Sorridevo e mi
agitavo. Scalciavo nell’acqua contro chissà quale misterioso essere. Eppure
stanotte il Tirreno ha qualcosa di magico. L’onda che si ritira e trascina i
sassi pare un tenero abbraccio di donna. Una carezza.
Eccolo il mare dei veleni. L’ultimo cadavere steso dalla ‘ndrangheta. Vittima
inconsapevole dei clan, incapace di difendersi, nonostante la sua forza, le sue
correnti. Navi a perdere, fusti radioattivi, fanghi tossici, danaro. Business.
A Cetraro ci venivo in treno negli anni ’90. C’era Luisa, una ragazzina di
Napoli con due occhi blu che ricordo ancora. Ogni estate lasciava il Vomero per
passare le vacanze in Calabria. La sua famiglia fittava sempre la stessa casa.
Quasi due mesi di villeggiatura: “Perché avete un mare meraviglioso. Veramente
meraviglioso” mi ripeteva spesso, con quell’accento partenopeo che la rendeva
buffa e saggia. Passavamo pomeriggi in spiaggia, rubando attimi d’intimità
nascosti da una vecchio peschereccio abbandonato. Fissavamo l’orizzonte e poi
col dito mi indicava la Spagna,
la Tunisia. Le
credevo.
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Lutto nazionale


Laureato in matematica e fisica ma da anni precario e con un’occupazione da muratore, si è tolto la vita perchè la ditta edile nella quale lavorava si è vista costretta a ridurre il personale. Si è sparato un colpo al petto un quarantanovenne residente a Sora.

A trovare l’uomo, questa mattina, è stata la moglie insospettita dal mancato rientro del marito a casa e dal fatto che dal balcone vedeva la sua auto parcheggiata in cortile, un’abitazione di Via Facchini. La donna è scesa ed ha notato il corpo dell’uomo sul sedile.

In un primo momento ha creduto stesse male e poi quando si è resa conto della tragedia ha immediatamente dato l’allarme. Inutile ogni soccorso.

L’uomo, che fino al 2000 ha lavorato come vigilantes in un istituto di sicurezza, da otto anni si arrangiava con lavori saltuari, contratti a tempo determinato presso il Comune e presso alcune ditte in attesa della chiamata per l’insegnamento. Ieri l’epilogo di una situazione economico-finanziaria e psicologica ormai devastante: la ditta, dove era impiegato come muratore da un paio d’anni, ha comunicato al quarantanovenne che da lunedì non avrebbe più lavorato.

Sull’episodio indagano gli agenti del Commissariato di Sora. La Procura della Repubblica di Cassino ha disposto il sequestro della salma che quasi certamente verrà sottoposta ad esame autptico. L’uomo ha lasciato due bambini di sei e tre anni.


Le false misure contro la crisi

Note sulla distribuzione degli utili e la detassazione degli straordinari

di Andrea Fumagalli

Per chi non lo sapesse, siamo in tempi di crisi. E’ iniziata più di due anni fa, nell’agosto 2007, inizialmente coinvolgendo il mercato dei subprime.

Le previsioni per la fine di questo anno parlano per l’Italia di un calo del Pil del 6%, una riduzione dell’export di quasi il 24%, un calo dei consumi di oltre il 2%, un aumento del tasso di disoccupazione dal 7% a oltre il 10%. In un simile contesto, anche i ricchi dicono di piangere e la Confindustria prevede un cedimento dei saggi di profitto.

Riduzione ma non valori negativi, sia chiaro. Come infatti ci spiega il rapporto Mediobanca sulle principali società italiane, le imprese continuano a fare profitti, seppur in modo più limitato. In particolare, sono cresciuti gli utili delle banche. Si tratta per lo più di profitti lordi, utili per rintuzzare in modo positivo le aspettative sui mercati finanziari distribuendo dividendi, ma che al netto di quest’ultimi e degli ammortamenti magicamente si annullano, soprattutto per il fisco.Dicevamo, siamo in tempo di crisi. Vale più o meno per tutti ma non per i nostri due ineffabili ministri Tremonti e Sacconi. Non solo perché l’Italia è il paese europeo che meno ha speso per fronteggiare la crisi (0,7% del Pil contro una media del 4% in Europa, 5,7% in Usa, 6% in Francia e Germania, oltre il 12% in Gran Bretagna), ma anche e soprattutto perché il creativo Tremonti ha pensato bene di detassare gli straordinari per consentire ai lavoratori volenterosi (astenersi fannulloni) di rimpinguare il loro magro salario. Ottima pensata e ottimo tempismo, si direbbe, dal momento che è notorio che in tempo di recessione, la richiesta di straordinari va alle stelle! Risultato: zero tondo.

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LA CADUTA


[SABATO 19 SETT] PRIMA FESTA ANARCHICA ANTIFASCISTA


MAGLIE DA CAMBIARE

Damien ha sette anni e ama il calcio, come tutti i bambini del suo paese, il Benin. Il suo idolo è Cristiano Ronaldo, il famoso giocatore portoghese. Il giorno più bello della sua vita è stato quando, più di un anno fa, suo zio Salomon gli ha portato da Cotonou una maglietta rossa del Manchester United con il numero 7 e il nome del suo campione.

Damien non ha un guardaroba molto fornito, anzi. Da allora indossa tutti i giorni quell’unica maglietta, diventata col tempo più logora e meno rossa.

È la sua tuta da lavoro, nella fabbrica di mattoni qui nella periferia di Djougou. È il pigiama per la notte, tranne le volte che la mamma lo lava per la mattina dopo. È il vestito della festa, con il quale la domenica va alla messa nella chiesa dell’Immacolata insieme alla sua famiglia. È ovviamente la divisa del calcio, quando va a giocare con i suoi amici.

Cristiano Ronaldo ha 24 anni, è molto bravo a giocare a pallone. La scorsa estate il Real Madrid lo ha acquistato dal Manchester United per 93 milioni e 600 mila euro. Un cinquantesimo dell’intero pil del Benin.

Ora guadagna, ogni giorno, 35.600 euro. Per questo ha cambiato maglia, la scorsa estate.

Damien invece ha ancora la stessa.


[12 sett 2009] Racconti e testimonianze sulla seconda guerra mondiale

UNA GIORNATA DEDICATA ALLA MEMORIA

Sabato 12 settembre la sala consiliare del Comune di San Lorenzo si è riempita di gente, in prevalenza giovani, per assistere alla proiezione di un documentario proposto dalla locale Sezione A.N.P.I. Valcesano con il patrocinio del Comune.
“Ho guardato una farfalla” – Racconti e testimonianze sulla seconda guerra mondiale nella provincia di Pesaro e Urbino -, questo il titolo del documento presentato dall’Associazione dei Partigiani e preceduto da una breve introduzione di Giuseppe Scherpiani, presidente A.N.P.I. Provinciale.
Il perché di questa proiezione lo spiega direttamente Cristiano Ceccucci, responsabile della locale Sezione: – “Abbiamo voluto far conoscere fatti e misfatti che si sono verificati nella nostra provincia durante il periodo bellico e per lo più sconosciuti alla maggior parte della gente.
Il film  documentario tratta della lotta partigiana sulle nostre montagne, di coraggio e sacrificio,  con le testimonianze di Ferriero Corbucci di Schieti, amico e compagno di Erivo Ferri nome di battaglia Francesco animatore della Resistenza e della lotta di Liberazione nella zona del Montefeltro, di Claudio Cecchi di Pesaro, comandante a vent’anni del Distaccamento Pisacane attivo nella zona del monte Catria, di Antonio Morena di Cantiano che prese parte alla battaglia di Vilano il 25 marzo del 1944, dove un ottantina di “ribelli” tennero testa dall’alba al tramonto ad oltre 500 tra tedeschi e fascisti. Vengono riportate testimonianze sulle rappresaglie e le  torture da parte dei nazi fascisti come la strage di Fragheto con 35 morti nel comune di Casteldelci il 7 aprile del ’44, la fucilazione a soli 16 anni di Giannetto Dini, i fucilati di Tavullia, lo stupro e la fucilazione di Angela Lazzarini e altri episodi ancora.
Ma si parla anche di deportazioni e dell’orrore dei campi di concentramento e di lavoro in Germania in cui furono deportati migliaia di civili e militari italiani, tra i quali Tonino Guerra lucido testimone e narratore della sua prigionia.
In definitiva una giornata dedicata alla memoria e al ricordo di quello che avvenne 65 anni fa nel nostro territorio e che è nostro dovere ricordare e mantenere vivo –“.
La proiezione del documento è stata anche l’occasione per tesserare quattro nuovi iscritti, che hanno portato a cinquantasei il numero totale dei tesserati  della Sezione A.N.P.I. Valcesano.

                                Cristiano Ceccucci
                                ANPI Valcesano


NON FATECI GIRARE LE PALE!!!

Vista l’imminente costruzione del parco eolico industriale, come descritto dall’articolo uscito ieri nel corriere adriatico, nell’immediato rispondiamo riproponendo il nostro comunicato fatto uscire i primi di giugno di quest’anno, frutto del lavoro d’indagine svolto nell’inverno. Siamo stanchi delle solite scelte fatte dentro piccole stanze dove pochi decidono, senza spiegare e chiedere niente ai cittadini, i veri sovrani del territorio ma gli unici a pagare, mentre gli altri fanno solo affari.
Squola s.p.a.

NON FATECI GIRARE LE PALE!

In un nostro precedente comunicato dell’inverno scorso (“Soldi al Vento”  qui di seguito in allegato) avevamo sottolineato come, tra le forme di energie rinnovabili alternative alle fonti fossili, “l’energia eolica è quella che crea il maggior impatto ambientale, a fronte di una trascurabile riduzione del gas serra”.  Posizione questa condivisa con la maggior parte delle associazioni ambientaliste regionali chiamate ad esprimere un parere sulla vocazione del territorio regionale alla produzione di questa tipologia di energia.

Adesso vogliamo però soffermarci sugli aspetti specifici della realizzazione di un luna park eolico sulle colline pergolesi. Da sempre cavallo di battaglia delle amministrazioni di centro sinistra (dal finale della legislatura Conti – delibera consiliare 21.12.05- ai programmi della attuale sedicente giunta di centro sinistra), preoccupate di fornire un volume esagerato di energia ai 6700 abitanti rimasti (e ad un settore industriale praticamente fermo), hanno inserito nel programma elettorale specifici riferimenti a queste produzioni.   Non contenti  di aver “programmato” dighe su un fiume che captazioni degne del Golan (e riduzioni massicce di precipitazioni) riducono a ruscello 11 mesi l’anno, insistono su quello che, seppur nell’ombra, ha tutta l’aria di dover diventare il business dei prossimi anni (naturalmente a carico dei contribuenti)   il parco eolico tra le frazioni di Monterolo e Montesecco.  Voci dal temibile sottobosco carbonaro delle consultazioni pre elettorali locali, sussurrano che i dubbi sulla regolarità del progetto eolico, avanzati dagli esponenti del sinistra istituzionale, abbiano cagionato la loro radiazione dalla lista del PD. Continue reading


Omofobia: se mi legittimi la militarizzazione delle strade…

 

L’omofobia ora si esprime a suon di attentati.
Per fare sentire chi domina il territorio, chi è il più forte.
Sostenuti dai tanta "basta froci" che qualcuno lascia affiggere per
tutta roma per invitare al linciaggio di chi non è maschio e virile
tanto quanto i coraggiosi virgulti neonazi e neofasci.

 

E grazie, a tutti quelli che hanno alimentato questa arietta da fine ventennio.

E grazie, a chi ha cucito, uno per uno, i triangoli rosa da affiggere nuovamente al petto di gay, lesbiche e trans.

E grazie a
quelli che dicono che il fascismo non esiste più e che "ne rossi ne
neri ma liberi pensieri". Liberi la minchia! e sono gentile.

E grazie a
quelli che non ci hanno creduto mentre raccontavamo di aggressioni, di
stupri punitivi alle lesbiche, di atti orribili commessi in un clima di
totale impunità e di protezione politica. Continue reading


La rabbia dei precari della scuola

da: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/La-rabbia-dei-precari-della-scuola/1759

Lunedì 1/9/2009


E’ cominiciata da Benevento la mobilitazione dei professori precari della scuola, lasciati senza cattedra dalla riforma del maestro unico del ministro Gelimini. Da alcuni giorni infatti i docenti precari si sono barricati sul tetto dell’ufficio scolastico regionale per difendere il proprio posto di lavoro, seguendo la scia delle mobilitazioni operaie del mese di agosto come quelle della Innse e della Lasme. Per Sabato a Benevento è previsto un corteo convocato dal Comitato Insegnanti Precari.

Proprio in Campania è esplosa la rabbia dei precari con i tafferugli a Salerno nel tentativo di occupazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, e poi a Napoli dove si sono registrati momenti di tensione per due giorni consecutivi proprio per la determinazione dei precari di barricarsi nel ex provveditorato agli studi, per mercoledi’ è convocato un incontro in prefettura.
In tutta Italia si sta estendendo la mobilitazione dal Sud al Nord.
In Campania si registra una delle situazioni più difficili con oltre 8.000 esuberi, e con una percentuale altissima di docenti costretti a fare domanda presso gli istituti scolastici del Nord, alimentando il flusso di emigrazione interna del paese.
Molti insegnanti del Sud, che registra il più alto numero di tagli anche a causa del mancato calcolo della dispersione scolastica come fattore di valutazione nella formazione delle classi, riescono a prendere incarico solo nei comuni del Nord, dove gli insegnanti del territorio restano senza cattedra.

Oltre 57.000 in tutta Italia i docenti che rischiano il posto, e le mobilitazioni da Milano a Roma si alimentano giorno per giorno.
A Roma i docenti si sono messi in mutande, a Milano si sono incatenati al provveditorato agli studi, sit-in davanti all’ufficio scolastico regionale a Torino, sit-in anche a Venezia ed a Palermo i precari hanno attrezzato un presidio permanente.

Intanto per il 23 ottobre è stato proclamato dai sindacati di base il primo sciopero di categoria, ma fino a quella data le mobilitazioni spontanee dei precari rappresentano l’asse portante della lotta.
Il ministero da parte sua invita inoltre ad ignorare la sentenza dal Tar che distribuisce diversamente le nomine. Se il Consiglio di Stato dovesse confermare però questa sentenza si rischierebbe il collasso amministrativo, con tutte le nomine da rifare ad anno scolastico abbondantemente iniziato.

Una mobilitazione che si annuncia dunque determinata e radicata sui territorio, dove, in alcuni casi, gli effetti della riforma Gelimini rappresentano una vera e propria emergenza sociale.