Non ci sembra il caso di farci prendere dalla
depressione perché una Casta è stata sanzionata nel proprio essere e nella
propria linea politica. Lasciamo che questi alieni si scannino tra feticisti
della falcemartello e "innovatori". Li lasciamo volentieri
a piangere nelle loro parrocchiette cosi distanti dalle nostre vite.
Distanti almeno quanto gli altri, quelli moderni, che sbraitano di legalità,
sicurezza, compatibilità e flessibilità, in una folle suicida gara a chi riesce
a tenere più la testa dentro il cesso con le bande più reazionarie e
mediatizzate del paese. Quelli che il venticinqueaprile è solo un palloso
momento da "dover" vivere con 4 vecchi e due nostalgici, da superare
al più presto (magari anche silenziandone qualcuno troppo loquace) perché c’è
la gita con il SUV su quel superbo autodromo in cui hanno trasformato le nostre
montagne, da fare.






ANPI
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La ballata nel deserto
Per forza di cose
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