Monthly Archives: Maggio 2008

Roma: l’antifascismo militante è sott’attacco


A Roma ieri
è stata una gran brutta giornata. I fascisti sono usciti dalle tane e
hanno svolto egregiamente il proprio sporco lavoro. Aggredire,
ammazzare, far tacere, minimizzare, capovolgere le versioni e se c’e’
il morto dire che gli aggressori non appartengono a questo o quello
schieramento politico di estrema destra.


E’ una aggressione fascista
e per la questura e certi media si è subito magicamente trasformata in "rissa". Anzi quelli di Forza Nuova hanno detto che sarebbero loro ad essere stati aggrediti.


Se Nicola Tommasoli o Renato Biagetti

fossero ancora vivi, di loro si direbbe sicuramente che erano
aggressori o che si trattava di una semplice rissa perchè fino a che
non ci scappa il morto è davvero semplice capovolgere la questione. 


Ieri a Roma
,
in pieno giorno, in un clima di impunità e legittimazione, c’e’ stata
una aggressione squadrista con spranghe e coltelli. Le vittime si sono
legittimamente difese. Ora le stesse vittime saranno
processate per rissa aggravata. L’antifascismo militante è sott’attacco.

 

Dottori in spranga
 

Aggressione e scontri all’esterno
dell’Università di Roma dopo l’annullamento del convegno neofascista
sulle foibe. Esponenti di Forza Nuova provocano un gruppo di studenti
che stava attaccando dei manifesti. Sette i feriti, sei arresti: due
dei collettivi di sinistra e quattro militanti di destra, tra cui il
protagonista di Nazirock

 


PODERE OPERAIO – Squola recupera una casa colonica pubblica in degrado (no alla vendita del Bene Comune)

 

(scarica il video) Il concetto di zona autonoma
temporanea è stato introdotto da Hakim Bey, pseudonimo dietro il quale si cela un certo Peter Lamborn Wilson,misterioso personaggio maestro di Sufi, uno dei maggiori esponenti della controcultura americana degli anni Ottanta, che pare viva senza fissa dimora o in una roulotte in una palude del New Jersey, non apparendo maiin pubblico.Ha pubblicato numerosi saggi in raccolte e riviste americane d’avanguardia, autodefinendosi "terrorista poetico" e
"anarchico ontologico". Definire una Zona Autonoma Temporanea (TAZ – Temporary Autonomous Zone) non è impresa semplice… lo stesso Bey non ne dà una definizione precisa e spesso risulta simile a quella data per le zone autonome permanenti (PAZ – Permanent Autonomous Zone). Bey scrive che si tratta di "un luogo liberato, dove la verticalità del potere viene sostituita spontaneamente con reti orizzontali di rapporti", le TAZ sono esperienze in grado di sparire se la pressione
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QUADRILATERO NORD? DICIAMO UN “NO GRAZIE” CHIARO E TONDO!!


[Articolo Corriere Adriatico del 23-05-08]

Al peggio non
c’è mai fine. La proposta, avanzata dalla Camera di commercio,
  di realizzare una nuova rete di assi viari
assieme alla volontà espressa di utilizzare il nuovo modello gestionale
sperimentato con la
Quadrilatero spa , la dice lunga su quello che questi
territori
  devono aspettarsi nel prossimo futuro: interventi infrastrutturali fortemente invasivi fino al punto da
cambiare la morfologia
  di intere
zone,
  nuove cave, conseguenze
ambientali, paesaggistiche e di visibilità panoramica che non potranno più
essere sanate, compromissione definitiva di quella che è la reale vocazione
dell’intera provincia: il turismo e, cosa più importante, il rischio di
  vedere, dopo la privatizzazione dei servizi
essenziali, ulteriormente espropriati gli enti locali dei loro poteri di
programmazione e di controllo. Si, perché se dovesse passare la linea
sperimentata con il Piano Area Vasta (Marche del Sud)
  i Comuni interessati potrebbero non avere più
voce in capitolo né sulle questioni urbanistiche né su quelle economiche legate
ai progetti,
  ma tutto cadrebbe sotto
l’egida di una spa.
Un bel passo avanti per la democrazia! Di fatto, un
azzeramento dei Piani Regolatori Generali; insomma, un progetto pilota per una
“nuova” geometria finanziaria. Un modello giudicato vincente, ma vincente per
chi? Certo non per chi sarà fuori dal Consiglio di Amministrazione della
società, di sicuro non per la popolazione che non ha chiesto né altre cave nè
superstrade su cui pagare il pedaggio. In definitiva nulla di innovativo…ma
solo il solito copione!

Lupus in Fabula – Squola – Spazio Pubblico Pluri_sgomberato


Sulla sicurezza


sulla sicurezza ci smatassano le gengive. ma sicuri di che?

Sulla sicurezza 

Marco 

 

Anch’io voglio la sicurezza.
Voglio essere sicuro di quello che mangio.
Voglio essere sicuro che mi suoni la sveglia.
Che il tubo del gas non perda.
Che il limoncello verrà buono.
Che non debba morire domattina al lavoro.
Che il libro che ho cominciato mi appassionerà.
Che l’aria che respiro sia pulita.
Che un giorno andrò finalmente in Brasile.
Che non mi cada un vaso di fiori in testa.
Che festeggerò ancora il 25 aprile.
Che la mia macchina non mi lasci per strada.
Che tutte queste onde elettromagnetiche non mi facciano male.
Che appena torno a casa possa sentire quella canzone.
Che l’acqua come il cielo sarà sempre di tutti.
Che non m’imbatta in Bruno Vespa col telecomando.
Che lei non mi tradisca.
Che non aumenti ancora il prezzo del pane.
Che non mi morda una vipera.
Che non è vero dai che Calderoli l’han rifatto ministro. Continue reading


INCHIESTA DI SQUOLA SUGLI SPAZI PUBBLICI DEL COMUNE DI PERGOLA INUTILIZZATI

Forse i numeri sono la forma espressiva più adatta alla presentazione di questo lavoro.

Le cifre in qualche maniera più esplicative, non sono però ritrovabili nell’inchiesta che ora presentiamo.
Non che gli oltre 20 immobili che stanno andando in rovina, che non vengono utilizzati o che sono sottoutilizzati, non rappresentino uno scandalo.  Non che gli appartamenti inutilizzati, costruiti e ristrutturati con fondi pubblici (ora vuoti o utilizzati come polverosi magazzini nel migliore dei casi) non stridano con i prezzi del mercato immobiliare e con la lunghezza delle liste d’attesa per le case popolari. Essi sono il paradigma di una crisi profonda, forse irreversibile, di un sistema politico e della rappresentanza che ad esso sovrintende.
Noi riteniamo che siano altri i numeri in una qualche misura diano il senso della “crisi” e della necessità di una rottura senza censure con un sistema e le sue prassi consolidate. Continue reading


ELEZIONI 08: SE LA RISACCA FOSSE PEGGIORE DELLO TSUNAMI?? (ne parliamo con Bulgarelli e Caruso)

Pensavamo potesse essere
interessante inserire nel sito gli
risaccaarticoli di due compagni che riflettono
sulle elezioni e sul risultato elettorale. 
In effetti è sembrato anche a noi inquietante il come viene vissuto il
post elezioni specie tra i grandi sconfitti, gli orfani di scranni (da quelli
al parlamento a quelli elemosinati nei CdA delle municipalizzate...) e i
compagni fermi ad analisi post-risorgimentali. 
Tra chi si scanna sul dilemma falcemartello si/no e chi spera in D’Alema
.

 Mauro
Bulgarelli
, un compagno (ex senatore) che viene dal movimento e prestato all’ambientalismo
politico (???!!?), ragiona sui danni di una cattiva e frettolosa “elaborazione
del lutto”.

Il discutibile e discusso Francesco
Caruso
, neo-scagionato dalla scandalosa accusa di terrorismo, riflette,
tra l’altro, sul delicato tema dei 7000 compagn* (tra cui 11 squolar*) ancora
sotto processo per fatti connessi con la stagione di lotte 2003-2007.

Per le
riflessioni di movimento rimando al corposo articolo presente su http://www.globalproject.info/art-15857.html

Buona lettura..

 

 

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Elogio delle curve.

 curve marchigiane

Mi piacciono le curve, e mi piacciono le salite, i dossi.

Mi piacciono le curve. Quando la strada è nervosa e ti fa girare il volante di qua e di là. Mi piacciono perché mi fanno rallentare, perchè posso osservare ciò che mi circonda, perché è più difficile guardare l’ora. Posso guardare in basso, posso guardare in alto. Posso vedere il paesaggio cambiare dopo la sterzata, cambiare le ombre, perfino i profumi della natura. Anche il colore del cielo cambia, se hai il sole in faccia o alle spalle, se c’è vento oppure no.

In genere dove ci sono le curve, anche il paesaggio è più bello, meno monotono, più particolare. Vuoi mettere i rumori che si sentono qui, con quelli della costa. Vado più piano anche perché la bellezza distrae, e io ci tengo alla pelle. Pure le soste sono più belle, in cima a un monte, piuttosto che sulla piazzola di sosta della superstrada.

Le curve sono anche protettive.

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[MONTE CATRIA] 1° MAGGIO – THE DAY AFTER


La montagna è maestosa e potente. Eppure è così vulnerabile, così
facile da attaccare… specie se è bel tempo ed è il primo maggio, o il
15 agosto o una qualsiasi altra data estiva che invogli alla fuga in
massa sul monte.
Il monte in questione è il nostro Catria e la data, facile da indovinare, è quella dell’altro ieri, primo maggio.
Passando,
nel pomeriggio del primo, per valpiana c’era il solito movimento di
gente; giovani, ragazzini, neonati, famiglie a mangiare sull’erba, a
dormire sotto gli alberi, a bere, a camminare, a giocare a carte sui
soliti tavolini sgangherati. insomma a fare le tipiche cose da svacco
primomaggesco. una bella festa. qua e là qualche tenda e le solite
macchine un po’ sulla strada e un po’ no. Continue reading