Monthly Archives: Febbraio 2010

Giunta Baldelli: tra premesse, promesse e proposte. Gli Spazi Sociali a Pergola. Muta la Forma ma non la Sostanza.


Comunicato Stampa –

Dal 19 dicembre 2005 sono passatai più di 4 anni ma le associazioni del
network sociale Squola (Gruppo Amici della Montagna Valcesano ONLUS ,
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sezione Valcesano, Ya
Basta Marche ONLUS – sez. Pergola, Biblioteca Popolare “Rita e
Fernanda”, Gruppo d’Acquisto Sociale e l’ultima arrivata,
Territoriomondo ONLUS, compagine associativa che si occupa di
disabilità e intervento sociale) sono in attesa di assegnazione di uno
spazio sociale anche ad uso comune, per la realizzazione delle proprie
attività sociali. In  quattro anni abbiamo avuto decine di incontri ( e
scontri) con le amministrazioni, avanzato decine di domande, effettuato
studi approfonditi sul vastissimo patrimonio immobiliare pubblico
in degrado, inutilizzato o sottoutilizzato nel territorio comunale di
Pergola. Abbiamo visto associazioni gratificate con la concessione di
vastissimi e ristrutturati spazi nonostante le nostre richieste
giacciano inesaudite dal 2003, l’uso smodato del “privilegio” al posto
del “diritto”. Amministrazioni impegnate in lavori pubblici spesso
inutili su spazi poi lasciati inutilizzati (scuola di Bellisio ma non
solo), sprechi di denaro pubblico e giustificazioni a non finire.
Patrimoni pubblici come l’ex mattatoio di via san Biagio lasciato
colpevolmente marcire e poi in sostanza regalato a privati.  Evidenti
cattive disposizioni politiche alla concessione di spazi a soggetti
sociali non schierati e critici mascherate da problematiche
tecnico-burocratiche.
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DALLE PAROLE AI FATTI: SOLLECITO AL SINDACO DI CAGLI (PU)

Comunicato Stampa

alla Vostra C.A.

Considerata la disponibilità espressa dal sindaco Catena in sede di
Consiglio comunale lo scorso 29 Dicembre, riguardo la votazione della
modifica dello Statuto comunale che possa evitare la privatizzazione
dell’acqua e visto il periodo di tempo già trascorso da quella data; lo
invitiamo a convocare al più presto un incontro aperto con i capigruppo
consiliari, le associazioni e i cittadini interessati a parteciparvi
(anche questa una volontà espressa dallo stesso Sindaco). In tale sede
si potrebbe discutere in modo partecipata la questione, che riguarda un
bene comune e un diritto fondamentale dell’essere umano, per questo 
assolutamente non mercificabile. Inoltre, il pericolo della
privatizzazione si fa sentire in modo ancora più forte in un comune come
quello di Cagli, visti il ruolo e la posizione strategica che questo
ricopre in fatto di disponibilità di risorse idriche.

Sperando in una risposta positiva al nostro invito e che questo momento
assembleare possa portare alla votazione di un documento unico,
condiviso, per la modifica dello Statuto all’interno del prossimo Consiglio.

Movimento cagliese per l’Acqua Pubblica

Spazio Pubblico Autogestito Squola

www.squola.org


Serra Sant’Abbondio – 50.000m² di pannelli solari. Basta con lo sfruttamento selvaggio del nostro territorio.

Non paghi di decine di cave che ci hanno bucato le colline, frantoi che ci inquinano l’aria e l’acqua, bidonvie che ci hanno regalano decine di tralicci di ferro al centro dei nostri monti gia segati da numerose strade, turbogas di corinaldo giusto per un po’ di aerosol gratis, un piccolo inceneritore in fase di costruzione al centro di frontone, decine di pale eoliche da 120mt che vogliono trapiantarci in testa (sopra la frazione di Monterolo) non scordando quelle che vogliono portare addirittura sul Monte Catria, questi giorni, siamo venuti a scoprire (un po’ in ritardo), di un nuovo progetto di devastazione, un impianto fotovoltaico da 2016kW propri sul pendio di una collina di fronte al castello di Frontone (PU) nel comune però di Serra Sant’abbondio.

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Rap dello sfratto


Tentativo di blocco dello sfratto a Sassoferrato(AN)

La casa è un diritto, lo sfratto è un delitto

Consultando qualunque organo di informazione è possibile reperire comunicati sulla “fine della crisi economica” e a vedere i benefit milionari autoassegnatesi da banchieri e magnati della finanza, sembrerebbe che proprio non ci sia mai stata.

Ma se proviamo a scendere nel dettaglio ci accorgiamo come la crisi morda la vita di migliaia di persone e soffochi qualsiasi ipotesi di sviluppo e miglioramento.  Tanto più nei nostri territori destinati da una politica miope ed interessata  alla monocoltura industriale del bianco.  Se la globalizzazione aveva posto severi limiti alle possibilità di sviluppo di una porzione di un territorio sociologicamente più vicina al sud est cinese che all’occidente fin dalla fine degli anni 90, la crisi finanziaria ne è stata il colpo di grazia.

Non c’e bisogno di master in sociologia alla Bocconi per interpretare gli incrementi a due cifre dei pignoramenti, delle sofferenze e degli incagli dei prestiti bancari, il sorgere violento del fenomeno della morosità dei fitti e dei conseguente sfatti.  Gente per la strada, famiglie che dormono in auto, beni pignorati. 

E’ la crisi che genera la lotta ed è per questo anche qui ,nelle decadenti periferie dell’ex impero merloniano, nascono movimenti  che mettono il sociale al centro.  Nascono con una rapidità e radicalità proporzionata solo alla violenza del massacro sociale in corso.  Nascono per dare risposte dirette ed immediate.  Nascono non per porre accademicamente alle elitè  problematiche sociali sperando nella loro caritatevole intercessione: nascono per dare risposte. Al diritto alla casa, al reddito, ad un modello che di sviluppo che salvaguardi la qualità della vita. Nascono nel sociale e fuori dalla finta politica del palazzo, non accettano ne mediazioni ne deleghe.  E danno risposte autorganizzate.
 

In ogni luogo. E se qualcuno pensava che i movimenti per la casa potessero nascere e prosperare solo nelle banlieu romane pensava sbagliato.  Dove c’è una crisi deve nascere un conflitto. Per questo stamattina i militanti dei movimenti per la casa del nostro territorio si sono ritrovati già dall’alba a presidiare l’abitazione di un disoccupato, uno dei tanti, non più in grado di pagare un fitto, minacciato dall’esecuzione di un provvedimento di sfratto.  A Sassoferrato, ma è già successo a Fabriano, potrebbe succede ovunque.  




















Ciao Davide

Il 13 Febbraio in un incidente stradale, Davide Graziosi di 27 anni, compagno storico dei movimenti sociali marchigiani e militante del centro sociale Sisma di Macerata, ci ha lasciati… soli.

Gli squolari lo ricorderanno come uno dei primi militanti delle Comunità Resistenti delle Marche a venirci a trovare poco dopo l’occupazione di Squola nel novembre del 2003. Davide e Emanuele vennero alla riunione allargata che si tenne nella fattoria di Mealfred il 15 marzo dello scorso anno.

Davide c’era sempre ed era sempre davanti.

Davide Graziosi del Sisma - ancona 9-7-09 una giornata senza frontiere.Nella foto è a destra, mentre il 9 luglio del 2009 bloccava con gli altri compagni la partenza del traghetto che deportava gli immigrati in Grecia. 


DI SANA E ROBUSTA COSTUTUZIONE….

Sabato 30 gennaio 2010, nel plumbeo e piovoso pomeriggio le i compag* del network sociale Squola hanno presenziato (in maniera massiccia e visibile) al presidio indetto in P. Battisti di Pergola PU dal "popolo viola" cittadino. Dopo una franca e aperta discussione sul merito (una piazza a difesa della Costituzione) e sulla forma (ma chi è stò ..popolo viola??) abbiamo deciso di esserci e di dare un nostro senso a quella piazza. Oltre l’intervento, che troverete qui di seguito, i compagni di Ya Basta e ANPI Valcesano hanno allestito due infoshop.
La Costituzione chiude un ciclo, quello della lotta antifascista nel ventennio e poi la resistenza armata al fascismo e ne apre un altro. Un ciclo di lotte sociali che in qualche modo ha riempito di contenuti quello che altrimenti sarebbe uno sterile libretto.
Non siamo feticisti: quello che ci interessa sono il concentrato di valori e diritti portato di una lotta sociale radicale, anche armata e violenta e le possibilità di espansione di questa sfera ma soprattutto la possibilità insita nella carta di una trasformazione radicale nel senso della giustizia sociale, della libertà, dell’eguaglianza.  E ci interessa lo strumento: la lotta sociale e la partecipazione democratica.
Questo è il senso della nostra presenza qui.

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