SQUOLA spa "Spazio Pubblico Autogestito (sgomberato)" - Pergola(PU) - squola@invetati.org

Squola Spazio Pubblico Autogestito

Giovedì 9 luglio diamo il benvenuto al G8!

Ancona - Una Giornata Senza Frontiere
L'appello dei movimenti sociali delle Marche alla mobilitazione diffusa
2 / 7 / 2009

Da Vicenza all’Aquila, da Roma ad Ancona, dal 2 al 10 luglio a contestare il G8 della crisi saranno le comunità che difendono i beni comuni dalla devastazione ambientale e dalle basi di guerra, che si  battono per il reddito, il diritto alla casa, per estendere spazi di libertà contro i dispositivi autoritari.
Quelle comunità che vogliono riprendersi il diritto di decidere sul loro futuro, e rivendicare indipendenza e autonomia.

Quelle comunità che hanno intessuto reti solidali con le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma che in quei giorni protesteranno contro la militarizzazione della gestione dell'emergenza e per un progetto di ricostruzione sociale dal basso.

Nelle Marche l'appuntamento é al Porto di Ancona, alle porte d'oriente dei nostri territori.
Porte che si vorrebbero chiuse al bisogno di libertà e dignità affidato al mare da migliaia di migranti. Chiuse dalla frontiera della guerra all'umanità in fuga dall'oppressione e dalla disperazione.

Nel porto di Ancona ogni giorno si violano i più elementari diritti umani, si nega sistematicamente il diritto di asilo. Ogni giorno, profughi e richiedenti asilo, uomini e donne che scappano dall'Afghanistan o dall'Iraq, vengono direttamente respinti dalla polizia di frontiera e reimbarcati nel viaggio di ritorno verso l'inferno del campo profughi di Patrasso. Uomini e donne che, come Amir, incontrano la morte soffocati nei container o schiacciati dai tir.

Giovedì 9 luglio vogliamo una Giornata Senza Frontiere: una giornata per liberare il porto di Ancona dalle barriere e dalle gabbie dove si infrangono quei desideri di libertà e dignità che vengono dal mare.

Una Giornata Senza Frontiere per aprire alla cittadinanza senza confini lo spazio negato del porto, perché ritorni ad essere un bene comune di tutta la città.

Una Giornata Senza Frontiere per rivendicare l'indipendenza e l'autonomia delle comunità che vogliono rovesciare la crisi in opportunità di decisione comune sulla trasformazione del presente.

Una Giornata Senza Frontiere per dire basta alla vergogna dei respingimenti, per abbattere l'infrastruttura securitaria del nuovo razzismo aprendo le porte d'oriente alla libertà e ai diritti.

Ancona - Giovedì 9 luglio
Una Giornata Senza Frontiere


Comunità Resistenti delle Marche contro il G8
Ambasciata dei Diritti
Associazione Ya Basta! Marche

Nulla sara’ come prima. Dieci tesi sulla crisi finanziaria.

Il professor Andrea Fumagalli presenta le 10 Tesi sull crisi di Uninomade
Nulla sara’ come prima. Dieci tesi sulla crisi finanziaria.
Con la cortese autorizzazione di Ombre Corte pubblichiamo le Tesi che concludono "Crisi dell’economia globale. Mercati finanziari, lotte sociali e nuovi scenari politici" a cura di Andrea Fumagalli e Sandro Mezzadra, con postfazione di Antonio Negri
di Andrea Fumagalli
25 / 6 / 2009

Il saggio che presentiamo è il risultato di un processo di elaborazione del general intellect di movimento che ha visto la partecipazione dimolti compagni e compagne delle rete Uninomade, prima in un seminariosvoltosi a Bologna a settembre 2008 e poi a fine gennaio 2009 a Roma. In queste due occasioni, la discussione ricca e variegata sulle ragioni dellacrisi economica globale e sulle opportunità che ne possono scaturire hamesso in luce un comune orientamento che vale la pena sottolineare.

Non siamo di fronte alla crisi finale del capitalismo, pur essendo questauna crisi sistemica di tipo strutturale e non congiunturale, ma piuttosto ad una crisi di crescita all'interno del nuovo paradigma del capitalismo cognitivo. Una crisi che evidenzia la crisi della governance economica mondiale fondata sul ruolo centrale dei mercati finanziari sia nel sostenere il meccanismo di accumulazione cognitiva che nel determinare la distribuzione della ricchezza.

Proprio perché non vi è più alcuna separazione tra sfera reale e sfera finanziaria, lo spazio di un intervento riformista che definisca un nuovo new-deal istituzionale si èdefinitivamente chiuso. Solo andando oltre la struttura della proprietà privata in nome di una proprietà del comune che riconosca, valorizzi e remuneri la cooperazione sociale (tramite l'istituzione di un basic income) è possibile fuoriuscire dalle attuali secche della crisi.

Solo immaginando una società post-capitalistica, è possibile superare la crisi del capitalismo contemporaneo.

Andrea Fumagalli

 (Continua)

Umbria "Shock economy"

 



La necessità e la scelta: allocazioni scriteriate e strategie di Shock Economy dietro il proge C.A.S.E.

Posted by EpicentroSolidale on 6/18/09 • Categorized as Repost
Di Antonello Ciccozzi:

Abstract: il progetto C.A.S.E. per i terremotati aquilani si configura sempre di più come un’operazione orientata in base agli stilemi della shock economy; esso rappresenta una soluzione finalizzata, prima che all’aiuto delle popolazioni terremotate, al profitto di grandi aziende affiliate al Governo, che non  tiene conto della varietà degli habitat culturali in cui si vuole calare, e che non basterà a togliere tutti gli sfollati dalle tendopoli. Pare necessaria una revisione parziale di tale progetto e una pronta messa a disposizione di moderni containers al fine di emancipare gli sfollati dal giogo delle tende.
La varietà degli habitat culturali dell’aquilano si manifesta nella preponderanza della differenziazione tra i luoghi urbani e i luoghi rurali. Per chiarire il discorso che qui si propone, questa compresenza può essere schematizzata descrivendo nostro Comune come un territorio, per così dire, a “due colori”: zone “verdi” (i contesti rurali) affiancano un centro “blu” (la città e la sua estensione periferica, che grossomodo forma una linea prossima all’asta fluviale dell’Aterno, tra i due bastioni montuosi che cingono la valle, sfumando tra Preturo e Bazzano). Spesso non si tratta di demarcazioni nette, e vi sono luoghi in cui si assiste a una mescolanza più o meno contrastiva di questi elementi (ad esempio la zona tra Bazzano e Paganica, in cui, a qualche chilometro dalla città, il nucleo industriale occupa un territorio dove permane una consistente vocazione agricola, oppure verso Sassa, al limite Ovest dell’espansione urbana), altre volte la connotazione rurale dei luoghi appare più netta (come a Roio Piano o a Camarda). Il punto, per quanto ci riguarda, è però che tali peculiarità non possono essere in nessun modo omesse da qualsiasi progetto di pianificazione territoriale che contempli la necessità di preservare la qualità della vita; ignorare questi aspetti è viceversa indice di orientamenti votati unicamente al perseguimento di interessi economici, a discapito del valore della qualità della vita. (Continua)

Boicottaggio dell'economia di guerra israeliana

PERCHE’ BOICOTTEREMO LA 45° MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DI PESARO
"...Con Gaza isolata dal resto del mondo da più di due anni e la creazione di un sistema di “riserve indiane” in tutta la Cisgiordania, la Palestina oggi è diventata il banco di prova della nostra umanità, sono queste le motivazioni che ci spingono a rispondere alla chiamata al boicottaggio del Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI)..."


PERCHE’ BOICOTTEREMO LA 45° MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DI PESARO
La Campagna Palestina Solidarietà, costituita da associazioni e singoli che da anni lavorano per una pace giusta in Medio Oriente e contro l’occupazione israeliana, accogliendo l’appello al boicottaggio lanciato dalla Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), boicotterà la 45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che ha in programma una retrospettiva sul cinema israeliano organizzata con il supporto dell’Israel Film Fund.
Dopo aver chiesto invano spiegazioni sulle modalità di svolgimento dell’ evento all’amministrazione comunale di Pesaro e all’organizzazione del festival cinematografico abbiamo deciso di esprimere, con un boicottaggio non-violento della rassegna cinematografica pesarese, il nostro diritto di critica alla politica israeliana di occupazione e colonizzazione della Palestina.
Coerentemente con le linee guida della Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) il boicottaggio non è rivolto ai singoli film, ai loro registi o più in generale all’opera cinematografica ma alla presenza di un ente israeliano (Israel Film Fund) direttamente collegato con le istituzioni governative israeliane.
Come organizzazioni attive nella solidarietà con il popolo palestinese e per una pace giusta in Medio Oriente ci preme ricordare che Pesaro è gemellata da alcuni anni con la città palestinese, situata nella Striscia di Gaza, di Rafah.
Questa città è stata duramente colpita durante l’operazione militare israeliana “Piombo Fuso” di alcuni mesi fa, sono centinaia i civili morti o feriti durante i bombardamenti e centinaia le case distrutte o danneggiate.
Oggi, sessanta anni dopo l’espulsione dei palestinesi del 1948 e 41 anni dopo l’occupazione da parte d’Israele dei cosiddetti “territori del ’67”, la condizione d’oppressione che lo stato israeliano impone al popolo palestinese si è fatta ancora più pesante, come dimostrato dalla chiusura della Striscia di Gaza e dall’operazione militare “Piombo Fuso”.
Questa operazione militare ha provocato più di 1400 morti, migliaia di feriti e danni incalcolabili alle già precarie infrastrutture civili della Striscia di Gaza. (Continua)

Fano 20 giugno, giornata del rifugiato e di mobilitazione antirazzista

Io non sono razzista ma…

Quelli che vengono con i documenti va bene, sono i clandestini che devono essere sbattuti fuori
..peccato che in Italia non sia possibile entrare legalmente, ma solo essere regolarizzati dopo. All’italiana.

Gli italiani all’estero andavano per lavorare, questi sono tutti delinquenti

Infatti all’esterodicono ancora italia=mafia

Le case e il lavoro agli italiani!
Anche se gli stranieri in regola pagano le tasse come tutti noi (le stime dicono che evadono di meno)  e quelli in nero sono sfruttati da chi, magari italiano, le tasse non le paga per niente

Io conosco un immigrato bravissimo, ma gli altri…
Magari non li conosci

Gli stranieri devono rispettare le nostre leggi e le nostre usanze
Intanto li sbattiamo fuori dalle scuole, così imparano!

Gli immigrati portano  malattie strane
È per questo che non li vogliamo più fare entrare in ospedale…

Loro non rispettano i diritti delle donne, o le rinchiudono o le prostituiscono
Vendendole agli italiani, magari bravi padri di famiglia in vena di trasgressioni

BASTA; siete  troppi e dovete tornare a casa vostra
Anche se scappate dalla  fame, dalle guerre, dalla violenza in cerca di sopravvivenza, vi rispediamo all’inferno..

Per noi la  sicurezza non è razzismo, e si basa su una società  più libera, più solidale, più giusta
20 giugno, giornata mondiale del rifugiato

Donne in nero, Bottega del commercio equo e solidale, Movimento Internazionale per la Riconciliazione, Millevoci, Nuovomondo, Cittadini senegalesi, Alternativa Libertaria, Associazione degli immigrati latino-americani, Chiama l’Africa

NON FATECI GIRARE LE PALE!

In un nostro precedente comunicato dell’inverno scorso “Soldi al Vento” avevamo sottolineato come, tra le forme di energie rinnovabili alternative alle fonti fossili, “l’energia eolica è quella che crea il maggior impatto ambientale, a fronte di una trascurabile riduzione del gas serra”.  Posizione questa condivisa con la maggior parte delle associazioni ambientaliste regionali chiamate ad esprimere un parere sulla vocazione del territorio regionale alla produzione di questa tipologia di energia.

Adesso vogliamo però soffermarci sugli aspetti specifici della realizzazione di un luna park eolico sulle colline pergolesi. Da sempre cavallo di battaglia delle amministrazioni di centro sinistra (dal finale della legislatura Conti – delibera consiliare 21.12.05- ai programmi della attuale sedicente giunta di centro sinistra), preoccupate di fornire un volume esagerato di energia ai 6700 abitanti rimasti (e ad un settore industriale praticamente fermo), hanno inserito nel programma elettorale specifici riferimenti a queste produzioni.   Non contenti  di aver “programmato” dighe su un fiume che captazioni degne del Golan (e riduzioni massicce di precipitazioni) riducono a ruscello 11 mesi l’anno, insistono su quello che, seppur nell’ombra, ha tutta l’aria di dover diventare il businnes dei prossimi anni (naturalmente a carico dei contribuenti)   il parco eolico tra le frazioni di Monterolo e Montesecco.  Voci dal temibile sottobosco carbonaro delle consultazioni pre elettorali locali, sussurrano che i dubbi sulla regolarità del progetto eolico, avanzati dagli esponenti istituzionali.

Il tema delle rinnovabili  (visti gli aiuti pubblici previsti..) la fanno da padrone anche in altre liste: qualcuno in un eccesso lisergico ha addirittura immaginato una diga anche sul fiume Cinisco. Il tutto potrebbe essere completato con la bitumazione dell’ex corso d’acqua fino alla foce con tanto di pista ciclabile e pedonalizzazione. Per la felicità delle popolazioni a valle di Pergola.

 (Continua)

VIA DAL VENTO

Indagati i legami tra mafia e centrali eoliche in Sicilia
Articolo di Economia salute e ambiente, pubblicato lunedì 4 maggio 2009 in Gran Bretagna.

[Financial Times]

I magistrati anti-mafia hanno aperto un’ampia inchiesta nel settore delle centrali eoliche in Sicilia, dove funzionari locali, imprenditori e clan criminali sono sospettati di collusione nella costruzione di redditizie centrali eoliche prima della loro vendita finale a compagnie multinazionali. Le sovvenzioni italiane ed europee per la costruzione delle centrali eoliche e le tariffe garantite più alte al mondo, €180 ($240, £160) per kwh, per l’elettricità che producono hanno reso l’Italia meridionale un mercato particolarmente allettante per il crimine organizzato.

Roberto Scarpinato, procuratore veterano nell’azione antimafia operante a Palermo, il capoluogo regionale, ha dichiarato al Financial Times che la sua inchiesta, partita la scorsa settimana, si concentra sulle tre grandi province di Palermo, Trapani e Agrigento.

 (Continua)

[IO NON TI DENUNCIO] Intervista al Dott.Ferdinando Fioranelli

 

GUAI A CHI CI TOCCA


Pacchetto sicurezza - Ecco i principali punti in discussione alla Camera

Scompare l’articolo sui medici-spia, tornano ronde e prolungamento della detenzione. Si insiste ancora sulla tassa di 200 euro, ed innumerevoli altre restrizioni

Le Commissioni riunite lo hanno licenziato con alcune modifiche rispetto al testo del Senato. Via, grazie ad uno scambio politico interno alla maggioranza, la soppressione del divieto di segnalazione, ma la contropartita non è certo morbida: oltre alle ronde, la lega Nord riesce a riproporre per la terza volta il prolungamento della detenzione nell’inferno dei Cie.

Ecco i principali punti:

Matrimoni e cittadinanza italiana
L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire, dopo due anni di residenza nel territorio dello Stato (dopo il matrimonio) o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Tempi dimezzati in presenza di figli. Le precedenti disposizioni prevedevano un termine di sei mesi.
Sarà poi necessario il pagamento di una tassa di 200 euro.
Ulteriore stretta sui matrimoni con una modifica al Codice Civile che prevede l’introduzione dell’obbligo di esibire il permesso di soggiorno. Niente più matrimoni quindi neppure tra "irregolare" ed "irregolare", che non comporterebbe nessun tipo di "regolarizzazione";
 (Continua)

LUOGHI NON LUOGHI

Il LUOGO
L'importanza del ritorno al territorio come focus dell'azione sociale e politica era stata l'intuizione cardine che aveva portato la nascita delle Comunità resistenti delle Marche nel febbraio del 2004 proprio nel luogo Squola nel luogo Bellisio.  In visionario anticipo avevamo intuito come i concetti cardine del futuro fossero proprio la comunità, come luogo ideale dell'azione, e il recupero del concetto di "resistenza". Che partiva dal concetto partigiano per sfumare su locke, hobbes, fino a toni negri.

Marxianamente credo il potere si articoli a partire dal gaglo economico. Se i Merloni gestivano il "potere" originato dalla gestione della  produzione materiale dei beni, nello scenario post globalizzato (in cui la produzione è esternalizzata nell'est e nel sud del mondo),  la gestione passa attraverso la messa a profitto del territorio.
Semplificato: prima la messa a profitto del lavoro e la rapina del "plusvalore", ora la messa a profitto del territorio,. I Merloni ordinano ora lo stesso potere  con un metodo diverso: con il cameriere Spacca che gestisce il saccheggio tramite uno dei più raffinati strumenti messi a punto negli ultimi anni: Piano Area Vasta - Quadrilatero.  Luogo- territorio-  come ambito della creazione del profitto e quindi del conflitto. La borghesia dimostra, a 200 anni dalla presa della Bastiglia, una immutata capacità rivoluzionaria di trasformazione e adattamento e quindi di mantenimento del controllo del saggio di profitto.
Prima sfruttavo per 10 ore l'operaio, ora il territorio. Come? Nella precente fase mediante Piani Regolatori, cave,  infrastrutturazioni e la capannonizzazione selvaggia (tremonti, bis, ter, quater), ora nella gestione del businnes delle cosiddette "rinnovabili".  Da Obama in poi il businness è verde: dighe su fiumi senza acqua, mulini miliardari su crinali senza vento, incenerimento dei rifiuti, biocarburanti con oli alimentari. Mentre un quarto della popolazione mondiale è a rischio fame.
 (Continua)

MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL "TNT"

 

IO NON TI DENUNCIO!!!!

Rispondendo all’appello di molte tra le più attive ONG italiane e internazionali (da Emergency a Medici senza Frontiere) le- i militanti di Squola SpA hanno realizzato nei mesi di marzo e aprile 09 la campagna
(Lettera inviata al sindaco)
(Medici non spie)


IO NON TI DENUNCIO

Questa campagna è stata volta alla sensibilizzazione degli operatori del servizio sanitario pubblico delle aree dell’alta valcesano (San Lorenzo, Pergola, Serra Sant’Abbondio e Frontone) e del cagliese.  Le-i  attivisti si sono recati presso gli ambulatori dei medici di base, nei pronto soccorso, dai pediatri territoriali delle ASUR e dai sindaci ,a cui la legge attribuisce il ruolo di garante della salute dei cittadini, consegnando un appello alla rivolta morale e all’obiezione di coscienza circa il paventato obbligo di segnalazione alle autorità giudiziarie dei cittadini non in regola con le norme sull’immigrazione. In sostanza di denunciare i clandestini rei soltanto del reato di essere poveri e di essere nati nelle parti sbagliate del pianeta.  (vedi  allegati).  
Grande è stata la soddisfazione dei militanti, in fase di conclusione di questa prima fase della campagna, nel rilevare come la quasi totalità degli operatori della sanità pubblica del territorio si sono detti fermamente contrari allo spirito del Decreto.  (Continua)

Dedicato a N.

Dedicato a N. 

 (Continua)

Campagne elettorali


Morte di un partigiano slavo

 

 (Continua)

Il 25 aprile di Squola: Molto da Resistere poco da riconciliare



O il venticinque aprile è un momento di lotta oppure non può essere. Non può essere la vuota ricorrenza delle bandiere di partito che non rappresentano più nessuno, dei discorsi nostalgici.  O peggio delle usurpazioni delle piazze in nome di impossibili "memorie condivise" di impossibili "riconciliazioni  nazionali". Il periodo è uno dei più propizi per l'ultimo definitivo colpo di mano. Con la scusa del terremoto ci hanno imposto una asfissiante cappa di criminalizzazione della critica, esaltazione del "culto del capo", in quadro in cui il sistema dei media hanno raggiunto vette di servilismo imbarazzante e l'evanescente opposizione (quanto meno quella politica..) è inesistente o si adegua alla grande. E pensiamo a Violante e i suoi "ragazzi di Salò..". La domanda collettiva di "ricomposizione" in realtà si traduce in  una "rimozione".  (Continua)

CAVA DEL BIFOLCO: POSSIBILE CORRUZIONE?? (comunicato del Comitato NoCave)

Cava del Bifolco : possibile corruzione?

Da quanto riportato dalla stampa locale, i Sostituti Procuratori del Tribunale di Pesaro dott. Celli e Dott. Cigliola,  hanno richiesto  il rinvio a giudizio per corruzione nei confronti di  uno degli attori della Cava del Bifolco e più precisamente per il sig Giampiero Casavecchia e del vice presidente della Provincia di Pesaro che gli avrebbe garantito “  una scorciatoia per ottenere permessi per scavare una cava a Pergola”.cava del bifolco
Indipendentemente dal fatto che la richiesta venga accolta ed il reato in questione venga poi definitivamente accertato, questa notizia ha colpito il morale dei componenti del comitato che si sono sempre battuti nel rispetto della legge e con i magri mezzi di cui dispongono.  L’idea che la controparte, non paga delle grandi disponibilità finanziarie e delle amicizie influenti, stando a quanto riportato dalla stampa, sarebbe   ricorsa anche a metodi illegali, modifica il concetto di leale confronto tra chi vuole tutelare il proprio territorio e chi ritiene che tutti i mezzi siano validi per  (Continua)

Partigiani. Sempre.

 

 

 (Continua)

Venticinque4 e Radicali @ Radicosa


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