Monthly Archives: Aprile 2009
Il 25 aprile di Squola: Molto da Resistere poco da riconciliare
O il venticinque aprile è un momento di lotta oppure non può essere. Non può essere la vuota ricorrenza delle bandiere di partito che non rappresentano più nessuno, dei discorsi nostalgici. O peggio delle usurpazioni delle piazze in nome di impossibili "memorie condivise" di impossibili "riconciliazioni nazionali". Il periodo è uno dei più propizi per l’ultimo definitivo colpo di mano. Con la scusa del terremoto ci hanno imposto una asfissiante cappa di criminalizzazione della critica, esaltazione del "culto del capo", in quadro in cui il sistema dei media hanno raggiunto vette di servilismo imbarazzante e l’evanescente opposizione (quanto meno quella politica..) è inesistente o si adegua alla grande. E pensiamo a Violante e i suoi "ragazzi di Salò..". La domanda collettiva di "ricomposizione" in realtà si traduce in una "rimozione". Continue reading
CAVA DEL BIFOLCO: POSSIBILE CORRUZIONE?? (comunicato del Comitato NoCave)
Cava del Bifolco : possibile corruzione?
Da quanto riportato dalla stampa locale, i Sostituti Procuratori del Tribunale di Pesaro dott. Celli e Dott. Cigliola, hanno richiesto il rinvio a giudizio per corruzione nei confronti di uno degli attori della Cava del Bifolco e più precisamente per il sig Giampiero Casavecchia e del vice presidente della Provincia di Pesaro che gli avrebbe garantito “ una scorciatoia per ottenere permessi per scavare una cava a Pergola”.
Indipendentemente dal fatto che la richiesta venga accolta ed il reato in questione venga poi definitivamente accertato, questa notizia ha colpito il morale dei componenti del comitato che si sono sempre battuti nel rispetto della legge e con i magri mezzi di cui dispongono. L’idea che la controparte, non paga delle grandi disponibilità finanziarie e delle amicizie influenti, stando a quanto riportato dalla stampa, sarebbe ricorsa anche a metodi illegali, modifica il concetto di leale confronto tra chi vuole tutelare il proprio territorio e chi ritiene che tutti i mezzi siano validi per Continue reading
VENTICINQUEaPRILE…(comunicato ANPI Valcesano e Squola Spa)
25 APRILE, NON SOLO UNA RICORRENZA
Ci sono molte buone ragioni per essere qui, numerosi, in questo giorno.
La giornata del 25 Aprile, da cui è scaturita la nostra libertà e la nostra democrazia, non può e non deve essere solamente una commemorazione, ma deve trasformarsi in pratica quotidiana di impegno e vigilanza in ogni momento della nostra vita e in tutti gli ambiti sociali, dai luoghi di lavoro a quelli dello studio e del tempo libero.
La libertà e la democrazia non sono conquiste sicure, ma vanno difese costantemente e con impegno, all’interno della società civile, perché c’è sempre qualcuno che intende svuotarle di significato e valore. La Crisi (che non è solo economica, ma valoriale ed etica) potrebbe lo strumento per chi intende agire una regressione democratica generale.
Le lame con cui hanno fregiato la bacheca dell’ANPI a San Lorenzo in Campo stanno a ricordarci la gravità dell’emergenza democratica in cui versiamo. Ne più e ne meno della distorsione dell’esigenza di “sicurezza”, dell’etnicizzazione della devianza, la fomentazione di odio, intolleranza e divisione, e rigurgiti di xenofobia della stessa matrice sia che si tratti di quello di strada che di palazzo… Continue reading
IO LI ODIO, I FASCISTI LAURENTINI
Finora si erano limitati agli sputi sul vetro della bacheca, nella notte tra sabato e domenica, hanno danneggiato la scritta e la bacheca stessa, probabilmente con un coltello. Non è tanto il danno in se, è questo clima di intimidazione e spregio per tutto quello che non rientra nelle loro piccole teste che mi fa incazzare…

La neo costituita A.N.P.I. Valcesano, comincia a dare fastidio…BENE !
Le lame dei fasci non fanno paura solo schifo. C’è una sola solidarietà: quella militante.
Le compagne i compagni di Squola
“MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO”
di Giacomo Di Girolamo

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.
Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.
Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Continue reading
NEMMENO UN EURO ALLA CROCE ROSSA E ALLA PROTEZIONE CIVILE (di Francesco Caruso)
NEMMENO UN EURO ALLA CROCE ROSSA E ALLA PROTEZIONE CIVILE
contro la statalizzazione e l’aziendalizzazione della solidarietà
Lo so, il titolo è forte e provocatorio ma si tratta di una sorta di "defribillazione" concettuale per riprendere a riflettere oltre il bombardamento e la cappa ideologica che ha accompagnato in questi giorni la sempre più invasiva spettacolarizzazione della tragedia e del dolore.
Già a poche ore di distanza dal terremoto, giornali e mass-media ripetevano, con insolita insistenza, di non raggiungere le località del terremoto e non attivarsi sul fronte della solidarietà perchè erano già presenti sul luogo le forze competenti e necessarie.
E così per giorni e giorni un sistematico e martellante ritornello esalta in modo entusiastico ed unanime l’efficienza della macchina organizzativa degli aiuti: scomparsi nel nulla i ritardi e le inefficienze che hanno caratterizzato altre emergenze, l’immagine che ci consegna il dramma del terremoto in Abruzzo è anche quella di uno stato che c’è e risponde in modo puntuale all’emergenza.
Questa è l’immagine che arriva nelle case degli italiani e che rimarrà impressa nella memoria collettiva senza alcun ulteriore riscontro e verifica, perchè l’overdose massediatica ha sempre un livello di intensità inversamente proporzionale alla durata.
La reazione indignata delle più alte cariche dello stato ad una trasmissione televisiva che ha posto in modo molto pacato interrogativi su questa puntualità, disvela non la forza ma la debolezza di un dispositivo ideologico diventato realtà attraverso la sola forza dell’unanimità e della ripetizione: una qualsivoglia voce fuori dal coro rischia di relativizzare quest’assunto e creare quindi un cortocircuito, soprattutto se questa si esprime attraverso lo strumento primario di legittimazione del discorso, cioè la televisione. Continue reading
Il capitalista Facebook
Un articolo di Tom Hodgkinson pubblicato sul The guardian e riproposto da questo sito.
Si tratta di una critica spietata al social network più famoso del mondo ed al suo fondatore.
" Facebook ha 59 milioni di utenti – e due milioni di nuovi iscritti ogni settimana.
Io disprezzo Facebook. Questa azienda statunitense di enorme successo si descrive come «un servizio che ti mette in contatto con la gente che ti sta intorno». Ma fermiamoci un attimo. Perché mai avrei bisogno di un computer per mettermi in contatto con la gente che mi sta intorno? Perché le mie relazioni sociali debbono essere mediate dalla fantasia di un manipolo di smanettoni informatici in California?
E poi, Facebook mette davvero in contatto la gente? Non è vero invece che ci separa l’uno dall’altro, dal momento che invece di fare qualcosa di piacevole come mangiare, parlare, ballare e bere coi miei amici, mando loro soltanto dei messaggini sgrammaticati e foto divertenti nel ciberspazio, inchiodato alla scrivania? Un mio amico poco tempo fa mi ha detto di aver trascorso un sabato notte a casa da solo su Facebook, bevendo seduto alla sua scrivania. Che immagine deprimente. Altro che mettere in contatto la gente, Facebook ci isola, fermi nel posto di lavoro.
Per di più, Facebook fa leva, per così dire, sulla nostra vanità e autostima. Se carico una mia foto che ritrae il mio profilo migliore, e assieme metto una lista delle cose che mi piacciono, posso costruire una rappresentazione artificiale di me stesso, con lo scopo di essere sessualmente attraente e di guadagnarmi l’altrui approvazione. («Mi piace Facebook», mi ha detto un altro amico. «Mi ha fatto trombare»). Incoraggia inoltre una inquietante competitività intorno all’amicizia: sembra che nell’amicizia oggi conti la quantità, e la qualità non sia affatto considerata. Più amici hai, meglio sei. Sei "popolare", nel senso che i liceali statunitensi amano tanto. A riprova di ciò sta la copertina della nuova rivista su Facebook dell’editore Dennis Publishing: «Come raddoppiare la tua lista di amici».
Cinquantanove milioni di babbei hanno dato tutti volontariamente le informazioni della propria carta d’identità e le proprie scelte di consumatore a un’azienda statunitense che non conoscono. Continue reading
Fabriano – Occupato nuovo centro sociale
FABRIANO – Sabato 11 aprile, alle ore 09.00, gli attivisti del Collettivo Autonomo Fabrianese (CoAF) hanno occupato la casa dell’ANAS situata in località Vetralla (Fabriano). Immediato è stato l’intervento delle forze dell’ordine e dei rappresentanti dell’ANAS.
Mentre gli occupanti venivano identificati è subito partita la trattativa con il comune per l’assegnazione di uno spazio sociale.
L’accordo a cui si è giunti ha portato all’immediata assegnazione della sede della Croce Rossa Italiana (CRI) della frazione fabrianese di Marischio. [foto]
Continue reading
C’ERA UNA VOLTA IL FIUME
C’era una volta il fiume.
Il fiume era il pennello che disegnava il nostro paesaggio, che per questo gli era servitore e l’assecondava nella formazione della geografia del territorio. E il nostro paesaggio era unico, una benedizione della natura, l’acqua era abbondante e limpida e portava ricchezza nel suo muoversi placida e nervosa verso il mare. Vivevamo nella consuetudine della bellezza, che diventava addirittura quasi banale.
Quando si viveva soprattutto di agricoltura, il fiume era essenziale. Anche le città (tutte le grandi città sono cresciute sulle rive di un fiume) ne avevano bisogno nelle attività artigianali come poi in quelle industriali. C’erano ruote di mulini per i mugnai, c’erano pietre lisce per le lavandaie. Ci inventammo dighe per farne un lago, per il lavoro della miniera; addirittura una piscina di cemento, nei pressi d’una balza, per celebrare quel benessere sconosciuto figlio del boom economico.
ANPI
DOVE SIAMO
La ballata nel deserto
Per forza di cose
VIDEO