L’ACQUA NON E’ BI-PARTISAN
L’Acqua è PARTISAN e anche tanto. La scelta radicale e non riducibile a favore della gestione dell’acqua sociale e quindi in definitiva “pubblica” (in una sua accezione fortemente innovativa) è fortemente politica. Ed è di parte: partigiana appunto. Che poi gli ultimi residui fossili della rappresentanza, che sono gli spettri dei partiti, si dividano e contorcano sull’argomento tirati per giacche e fasce tricolori da questa o quella lobby o multinazionale, non è che poi ci interessi poi molto. Rispetto al tentativo (fortemente politico e anche questo molto..”partisan”) di mettere a profitto anche il 70% del nostro corpo composto d’acqua, si sta articolando una azione di sabotazione di massa e consapevole. Una azione di resistenza costituente nazionale incredibile nei numeri e composizione, inaspettata per coscienza e radicalità. Siamo “(“”)Il Partito(“”)”, il partito più grande, coeso ed eterogeneo. Che va ben oltre, come diceva un celebre pezzo rap di qualche anno fa, “da madre teresa a che guevara”. Siamo la maggioranza come siamo maggioranza quando tuteliamo le nostre montagne dalle cave, la nostra aria dagli inceneritori. Quando difendiamo i “beni comuni” e per essi proponiamo modalità di gestione antagonisticamente diversi dagli attuali.
I numeri lasciano poco spazio all’immaginazione e fanno paura alle caste. Qualche centinaio di soggetti sociali (dalle parrocchie ai circoli anarchici) hanno scatenato una guerriglia autorganizzata e senza tregua su tutto il territorio nazionale. Migliaia di iniziative e banchetti. Da piazza Duomo a Milano a Frontone. Ad oggi parliamo di 700mila firme ad un mese di distanza dalla chiusura delle campagna. E senza carrozzoni burocratico sindacali ad organizzare e decidere.










Il 25 marzo del 1944 alcune Brigate partigiane dislocate sui monti sopra Cantiano, circa un ottantina di uomini, sostennero uno scontro che si protrasse dal mattino fin verso sera contro circa 500 tra fascisti e tedeschi. Al termine degli scontri, questi ultimi, dopo aver subito numerose perdite, si ritirarono dalla zona. Tra le forze partigiane si contarono un morto e alcuni feriti. All’incontro hanno preso parte alcune classi delle scuole di Cantiano, l’Amministrazione Comunale, il Presidente dell’ANPI Provinciale Giuseppe Scherpiani con rappresentanti dell’ANPI pesarese, oltre ad alcuni partigiani presenti alla battaglia, tra i quali Antonio Morena, 86 anni, che si è intrattenuto a lungo con i ragazzi delle scuole “.






ANPI
DOVE SIAMO
La ballata nel deserto
Per forza di cose
VIDEO